Dopo la prima puntata su come sviluppare i rullini, ora vediamo come stampare su carta i negativi. Ancora una volta il mio intento non è quello di fare un tutorial dettagliato, ma piuttosto illustrare quali siano i passaggi chiave e incuriosirvi su questa affascinante pratica. Per chi si appassionerà, esistono in commercio dei libri pieni di nozioni sulla stampa in Bianco e Nero.

Eccomi all'opera in una sessione di camera oscura, foto di Francesco Seminara
L’attrezzatura necessaria è maggiore rispetto allo sviluppo, ma nulla di tragico! Vediamola insieme.
- Camera oscura:Se con lo sviluppo il nostro bagno o il sottoscala erano sufficienti, purtroppo per la stampa non è così. Dovremo trovare un luogo da dedicare, anche solo temporaneamente, alla stampa e questo deve essere buio. Io personalmente ho attrezzato il mio garage come vedete in foto, ma ognuno di voi potrà fare come meglio crede. Vi dico solo che la durata del vostro matrimonio sarà inversamente proporzionale allo spazio che dedicherete alla camera oscura!! =)
- Luce di sicurezza:Quando lavoriamo in camera oscura l’unica fonte di luce che ci è concesso avere è una piccola lampadina a luce inattinica (rossa o giallo-verde).
- Ingranditore:E’ uno strumento fondamentale per la stampa. Serve a proiettare i negativi sul piano su cui appoggeremo la carta, ma capirete meglio successivamente il suo utilizzo. Se ne trovano per tutte le tasche. Il mio consiglio è quello di cercarvene uno usato su ebay, il marchio più diffuso è la Durst (ottimo rapporto qualità prezzo). Assicuratevi solo che abbia tutto il necessario (testa, piano, obbiettivo..).
- Timer per ingranditore:E’ uno strumento che permette di regolare con precisione il tempo di esposizione della carta sotto l’ingranditore. Vi dico già ora che non è necessario. Molti preferiscono usare degli interruttori e andare “a occhio” tenendo sottomano un orologio.
- Timer per sviluppo e fissaggio: Quando avremo esposto la carta, questa andrà sviluppata e fissata in modo molto simile a quanto fatto per lo sviluppo. Un orologio con le lancette ben visibili farà al caso nostro.
- Termometro: sarebbe meglio procurarsi un termometro ad immersione, ma uno da interni andrà benissimo, accertatevi solo che sia in grado di leggere temperature intorno ai 20°C.
- Vaschette: Ci serviranno per contenere le soluzioni di liquido e dovranno essere grandi abbastanza per il formato di carta che intendiamo utilizzare. Io ne uso tre, due per i liquidi e una per l’acqua.
- Pinze per carta: Ci serviranno a maneggiare la carta nelle varie vaschette.
- Mollette per appendere le stampe: quelle della mamma andranno benone, ma se volete in commercio ce ne sono di apposite.
- Forbici: Ci serviranno a preparare le strisce di prova. Lavoreremo al buio quindi procuriamocene un paio comode.
- Focometro: E’ necessario per una precisa messa a fuoco. Ma se non vogliamo comprarne uno potremo andare “a occhio”!
- Liquidi di fissaggio e sviluppo: ce ne sono di diversi tipi in commercio. Il liquido di fissaggio è lo stesso che usiamo per fissare il negativo, mentre il liquido di sviluppo va scelto in base al tipo di carta che useremo.
- Carta sensibile: Di carte ce ne sono un’infinità in commercio! Glossy, matte, semi-matte, etc… Sceglietela in base al vostro gusto. All’inizio prendete delle piccole confezioni per meglio capire quale risultato vi piace di più. Il parametro che vi aiuterà nella scelta è il grado della carta: può andare da 1 a 5 e sostanzialmente influisce sul contrasto generale. Esistono anche delle carte a contrasto variabile, ma per poterle usare dovrete acquistare anche gli appositi filtri per l’ingranditore. Il mio consiglio è quello di rivolgervi ai vari negozi e chiedere se hanno delle confezioni scadute da darvi a poco prezzo.
Passiamo a preparare le soluzioni. Come nel caso dello sviluppo ci serviremo dei becker graduati per la preparazione dei liquidi.
Sui contenitori dei prodotti sono indicati dei valori tipo 1+4, 1+9, etc.. queste sono le proporzioni che si devono rispettare nella preparazione della soluzione, dove 1 è la porzione di chimico.
Nel mio caso sul liquido di sviluppo è indicato 1+9. Quindi ho realizzato 500cc di liquido con 450cc di acqua e 50cc di chimico. La quantità totale di liquido dovrete sceglierla in base alle vostre vaschette.
Nel caso del fissativo và preparato a 1+4. Quindi ho realizzato 500cc di preparato con 400cc di acqua e 100cc di chimico.
Prepariamo le soluzioni un’oretta prima di sviluppare, così avremo nelle due la stessa temperatura pari a quella ambiente che controlleremo con il termometro. Questo è molto importante perchè il tempo di sviluppo dipenderà dalla temperatura della soluzione.
Bene, ora che è tutto pronto: stampiamo!
La prima cosa da fare è spegnere la luce bianca e accendere la luce di sicurezza. Dopodiché passiamo a caricare la striscia di negativi nell’ingranditore e proiettare quello che ci interessa stampare sul piano. A questo punto regolando l’altezza della testa dell’ingranditore possiamo scegliere la dimensione a cui stampare. Per avere un controllo ottimale della dimensione, o la misuriamo con un righello oppure applichiamo il filtro rosso all’ingranditore e prendiamo la misura con un foglio di carta sensibile (la carta infatti non reagisce alla luce filtrata, ma facciamo bene attenzione a non esporre la carta alla luce bianca!).
Se usiamo un timer esterno per comandare l’esposizione facciamo attenzione che la sonda del timer venga colpita dal raggio di luce.
A questo punto procediamo con la messa a fuoco. Apriamo il diaframma dell’obiettivo dell’ingranditore alla massima apertura e piazziamo il focometro sotto la proiezione. Una volta focheggiato chiudiamo di due o tre stop il diaframma per aumentare la profondità di campo e avere una resa migliore dell’obiettivo.
Fatto questo passiamo all’esposizione della carta. Siccome non possiamo conoscere a priori per quanto tempo esporre, dovremo fare alcuni tentativi. Prendiamo quindi un foglio di carta sensibile e con le forbici prepariamo delle striscette. Esponiamo queste per diverse valori di tempo su una zona significativa dell’immagine e sviluppiamole (vediamo dopo come…). Annotiamoci i tempi e scegliamo quello che ha prodotto l’esposizione migliore. Al fine di evitare questa procedura, esiste in commercio un comodissimo strumento che permette di valutare l’esposizione in modo semplice. E’ un foglio lucido con una torta a fette più o meno opache che permette, sovrapponendolo alla carta, di eseguire in un solo sviluppo il test (ovviamente dovremo sacrificare un foglio). Vediamo sotto il risultato.
In questo caso ho scelto un tempo di 3 secondi, ma ognuno è libero di scegliere in base al proprio gusto personale.
Esiste anche la possibilità di usare dei densitometri (esposimetri da stampa), ma richiedono un minimo di esperienza. Alle prime armi è meglio seguire questa procedura.
Fatto questo non ci resta che prendere un foglio di carta, applicare il filtro rosso all’ingranditore, allinearlo alla proiezione, spegnere l’ingranditore, togliere il filtro rosso e esporre per il tempo appena scelto!
A questo punto si potrebbe parlare per ore e ore sulle tecniche di esposizione (scherma e brucia, etc…), ma non voglio entrare nel merito della questione. Vediamo piuttosto come sviluppare e fissare la stampa.
Prendiamo la carta esposta e immergiamola nel liquido rivelatore. Manteniamola immersa per tutto il tempo necessario. Tempo che troveremo indicato sulle confezioni dei liquidi in base al tipo di carta e alla temperatura del liquido. Questa operazione è la più emozionante perchè vedremo la stampa nascere sotto i nostri occhi!
Una volta sviluppata la stampa passiamola in acqua (Al posto dell’acqua sarebbe meglio usare un liquido detto “Bagno d’arresto” che inibisce del tutto il rivelatore, ma non è necessario per le prime esperienze) per rimuovere il liquido di sviluppo e successivamente immergiamo la stampa nel liquido di fissaggio. Manteniamocela per il tempo necessario (ancora una volta indicato sulla confezione del liquido) et voilà, la stampa è pronta! Prendiamo una molletta e appendiamola ad asciugare.

Appendiamo le foto ad asciugare con una molletta, foto di Francesco Seminara
Spero di avervi incuriosito abbastanza da spingervi a provare!
That’s all folks!
Gianmaria
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Perche non:)
ciao e grazie per la guida.
mi chiedevo se i liquidi (sviluppo, fissaggio) una volta utilizzati possono essere conservati e ri-utilizzati oppure se vanno smaltiti.
Se usi il bagno di stop puoi riutilizzare il fix.. il developer in ogni caso và buttato
Pingback: Riflessioni sui costi dello sviluppo fai da te | Gianmaria Veronese Ph*
Ottima guida, grazie! Ma come si chiama e dove posso trovare il foglio lucido con i tempi di esposizione?
Io l’ho preso su ebay.. Prova a cercare darkroom chart o qualcosa del genere.. Mi pare ci sia anche su amazon.com
Ciao scusa…volevo sapere che liquidi prendere e dove posso acquistarli? Grazie
Ciao.. non è proprio semplice dare una risposta in due righe..
Per acquistare puoi rivolgerti in qualche negozio fisico oppure la rete offre prezzi migliori.. se fai una googleata trovi molti negozi online..
Su quali liquidi acquistare dipende da cosa ti serve.. miglior rapporto qualità prezzo IMHO ce l’ha Ilford..