Quasi sicuramente in vita vostra vi sarà capitato di vedere qualche immagine realizzata con una lunga esposizione.. Se siete dei fotografi un pò smaliziati sapete già di cosa sto parlando, se invece siete alle prime armi, per intenderci, sono quelle immagini in cui gli oggetti in movimento risultano mossi, mentre rimane nitido tutto ciò che è immobile.. un esempio tipico possono essere quelle immagini in cui si colgono le scie dei fari delle automobili di sera..
Queste immagini si realizzano semplicemente mettendo la macchina su un cavalletto e lasciando aperto l’otturatore per il tempo necessario a imprimere il movimento sulla scena.. e questo penso sia chiaro a tutti.. però la domanda sorge spontanea.. quanto lungo deve essere il tempo di esposizione??
La risposta è: dipende.. eh sì.. non esiste una regola ben precisa.. dipende dal soggetto che vogliamo rendere mosso o, per meglio dire, dalla sua velocità.. mi spiego meglio.. se il soggetto che vogliamo riprendere sono le scie delle macchine come nella foto sopra, ci basteranno “solo” 10 o 20 secondi (ovviamente se la strada è abbastanza trafficata da far passare le macchine necessarie a lasciare le scie..)..
Nel caso in cui però volessimo riprendere il movimento delle nuvole o rendere l’effetto seta sull’acqua, 10 secondi potrebbero non essere sufficienti.. in questo caso infatti avremmo bisogno di almeno 1 minuto o più di esposizione per raggiungere lo scopo.. di sera è facile ottenere tempi così lunghi, ma di giorno, con la luce del sole, si rivela un problema.. infatti ottenere esposizioni così lunghe richiederebbe, per avere una scena ben esposta, un diaframma così chiuso che nessun obiettivo sarebbe in grado di fornirlo..
Fortunatamente esiste una soluzione che è i paesaggisti conoscono molto bene.. il trucco sta nell’utilizzare dei filtri “scurenti” davanti all’obiettivo.. si tratta di filtri color grigio neutro che abbassano l’esposizione del valore che ci serve.. si chiamano ND (neutral density) e sono disponibili in commercio in varie misure e densità.. in particolar modo le varie densità sono indicate con ND2, ND4, ND8, etc.. dove 2, 4, 8, etc sono la frazione di luce che viene lasciata passare dal filtro.. per esempio un filtro ND2 lascia passare la metà della luce, richiedendo quindi il doppio del tempo (1 stop).. un ND4 lascia passare un quarto della luce, richiedendo il quadruplo del tempo (2 stop).. un ND8 sarà quindi un filtro da 3 stop, un ND16 da 4 stop e così via fino ai filtri che arrivano a bloccare fino a 10 stop di luce!
Nell’immagine sotto vediamo un filtro da 10 stop della B+W montato sul 15mm Voigtlander.. in questo caso viene riportato direttamente il fattore 1000x, ovvero il numero per cui dobbiamo moltiplicare il nostro tempo di esposizione ottenuto senza filtro per avere il tempo corretto di 10 stop.. ad esempio, se senza filtro l’esposizione è ISO100, ƒ/16, 1/1000″, con il filtro andrà modificata in ISO 100, ƒ/16, 1″.

Capito cosa siano i filtri ND vediamo ora quale sia il metodo migliore per usarli e quali accessori siano necessari..
Partiamo dagli accessori..
- Il treppiede: è l’elemento fondamentale.. servirà a tenere la macchina fotografica immobile durante l’esposizione;
- Il cavo di scatto remoto: ovvero l’accessorio che consente di far scattare l’otturatore senza toccare la macchina fotografica.. questo eliminerà il movimento della macchina dovuto alla pressione del dito sul pulsante di scatto e, selezionando la posa B sulla ghiera dei tempi, vi permetterà di ottenere il tempo di esposizione necessario;
- Il filtro ND: ne abbiamo parlato sopra;

E ora vediamo come procedere..
- Per prima cosa misuriamo l’esposizione sulla scena.. possiamo farlo sia con un esposimetro esterno oppure facendo uno scatto di prova senza aver montato il filtro.. ricordiamoci di correggere l’esposizione quando avremo innestato il nostro filtro ND;
- Mettiamo la macchina sul treppiede;
- Inquadriamo.. ma facciamolo senza filtro.. con un ND da 10 stop il mirino sarà completamente buio;
- Mettiamo il filtro ND;
- Settiamo la macchina sulla posa B e montiamo il cavo di scatto remoto;
- Scattiamo, cronometrando il tempo di esposizione e interrompendolo rilasciando lo scatto remoto;
- Controlliamo con l’istogramma che l’esposizione sia ok ed eventualmente correggiamo il tiro;
Il risultato di questa tecnica?? Eccolo!

Come potete vedere il filtro ha permesso di ottenere un tempo di esposizione di un minuto ricreando l’effetto mosso sui fili d’erba in primo piano e sulle nuvole..
Senza filtro il risultato sarebbe stato questo..

Meglio? Peggio? Giudicate voi.. queste immagini non hanno nessuna velleità artistica, ma le ho realizzate solo per darvi qualche indicazione sui filtri ND e farvi capire a cosa servano.. vi consiglio, se volete vedere qualcosa di più, di farvi un giro a questo link per trovare molti esempi di lunghe esposizioni..
Tornando all’immagine di prima.. io personalmente la preferisco così! Molto più suggestiva..

Bell’articolo, complimenti! Semplice ed intuitivo. La mia domanda è: quale filtro scegliere?
Bella domanda
Io uso l’ND da 10 stop della B+W… ma ognuno deve scegliere in base ai propri gusti..