Paesaggi notturni: consigli per l’uso

Dopo aver detto ciao ciao alla mia M9, ho deciso per prima cosa di mettere alla prova la D800 nel paesaggio notturno. Non avevo dubbi che fosse eccellente ma, siccome sono come San Tommaso e finché non vedo non credo, ho voluto provare con le mie mani le sue capacità e l’ho fatto da subito in condizioni piuttosto critiche. Ne voglio approfittare quindi per darvi qualche dritta su come realizzare paesaggi notturni con cieli stellati.

Piccola premessa: a me non piacciono quelle lunghe esposizioni con le stelle che girano per il cielo lasciando la loro striscia. No, io preferisco dei paesaggi dove le stelle sono ben ferme nel cielo. Ed è proprio di questo tipo di paesaggio che vi parlo oggi.

Vediamo prima di tutto cosa ci serve:

  • Una Reflex digitale con una buona qualità ad ISO medio-alti (1600-3200);
  • Un cavalletto stabile;
  • Un cavo di scatto remoto;
  • Un obiettivo grandangolare di buona luminosità (Diciamo con apertura massima almeno pari a ƒ/4);
  • Vestiti caldi per non congelarci durante la notte, specialmente d’inverno;
  • Torcia frontale, necessaria per allestire comodamente cavalletto etc al buio;

Una volta pronto tutto ciò che ci occorre, dobbiamo cercarci un posto che sia riparato, per quanto possibile, dall’inquinamento luminoso e accertarci, guardando qualche previsione meteo, che il cielo sia terso durante la notte (qualche nuvola può anche creare risultati suggestivi, ma un cielo coperto è completamente inutile).

Scelto il luogo e arrivati sul posto bisogna sistemare il cavalletto e regolare inquadratura ed esposizione.

Sull’inquadratura non c’è molto da dire, dipende molto dal luogo e dal vostro stile. In generale direi che il cielo dovrà occupare buona parte del fotogramma se vogliamo dare importanza alle stelle. Un consiglio è quello di installarvi un applicazione sul telefono tipo Google Sky Map per conoscere le stelle e le costellazioni che inserite nell’inquadratura.

Sull’esposizione qualcosa in più invece va detta.

Per prima cosa dobbiamo scegliere il tempo di esposizione. Questo va massimizzato in modo tale da richiedere meno ISO alla macchina e un diaframma meno aperto all’obiettivo (che a tutta apertura normalmente non è proprio il massimo). Ma qual è il tempo massimo prima di ottenere delle stelle mosse? Beh, molto semplice esiste la regola del 600. Ovvero prendete 600 e lo dividete per la focale in mm che volete utilizzare. Ad esempio con un 20mm il tempo massimo di esposizione sarà 600/20=30 secondi.

Dopodiché dobbiamo scegliere la coppia diaframma/ISO che più ci piace. In generale vale sempre la regola dell’esposizione a destra. Cioè alzare l’esposizione (spostare a destra l’istogramma) fino a che non siamo al limite dei bianchi bruciati. Ma come alzare l’esposizione? Beh, se avete un obiettivo non molto prestante, io darei precedenza agli ISO. Se invece è il vostro corpo ad essere un pò poco efficiente ad alte sensibilità, aprirei del tutto il diaframma. Se non siete sicuri delle performance della vostra attrezzatura nel dubbio fate qualche tentativo e poi scegliete con calma da casa davanti al PC. Io in generale parto da ƒ2.8, ISO1600, 30″ (a 14mm) e poi valuto in base all’istogramma le modifiche da apportare.

Per quanto riguarda la messa a fuoco ho notato che i risultati migliori si hanno settandola ad infinito e non all’iperfocale. In ogni caso siete liberi di sperimentare come meglio credete su questo parametro.

Nota bene: Il bello della fotografia notturna è che è relativamente “lenta”. Non è il tramonto che sfugge in 10 minuti o un temporale che và preso al momento. Le stelle si muovono abbastanza lentamente, per cui qualsiasi cosa vogliamo fare, usiamo la testa e ragioniamo. Meglio buttare via 5 minuti a pensare, che cestinare tutte le foto una volta rientrati a casa.

Regolata inquadratura ed esposizione non ci resta che scattare!

Ricordiamoci solo di:

  • Controllare che il cavalletto sia ben fermo;
  • Spegnere tutte le luci;
  • Mettere a fuoco;
  • Usare lo scatto remoto;
  • Usare il blocco dello specchio per il massimo del risultato;
  • Mettere il resto dell’attrezzatura in modo che sia a portata di mano e non ci sia il rischio di inciamparci al buio.

Bene se avete fatto tutto in modo corretto dovreste ottenere qualcosa di simile! 🙂

Starry night at home

Nikon D800, Nikkor 14-24 AF-S, 14mm, ƒ2.8, 15″, ISO3200

Una piccola nota sulla post-produzione. Generalmente i files avranno un WB molto caldo. Questo perché sono condizioni troppo particolari perché la macchina lavori bene in Auto WB. Il mio consiglio, che vale sempre, è quello di scattare in RAW e settare a mano un bilanciamento durante la conversione. Vedrete che “raffreddando” il WB il cielo acquisterà una tonalità più fredda e blu che farà risaltare molto meglio le stelle. Fatto questo vi basterà aumentare un pò il contrasto sul cielo per vedere le vostre stelle comparire.

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