La postproduzione e l’etica del fotografo

Sono tornato su questo argomento per l’ennesima volta.. ah, l’annosa questione della postproduzione.. chi è favorevole, chi è contrario, chi ne fà poca, chi tanta, etc.. ma non voglio partire da Adamo ed Eva, voglio piuttosto prendere spunto da un’osservazione che mi è stata fatta sulla mia pagina Facebook.. qualcuno, guardando questo confronto, mi ha scritto:

“Bellissima interpretazione e padronanza della PP incredibile. Ma a parer mio,eccessivamente lontana dalla realtà.”

Già, la realtà.. ma qual è la realtà? Nessun altro era lì con me per poter giudicare quale fosse la realtà.. L’osservazione è potuta emergere solo in funzione del fatto che io avessi postato il confronto con il RAW non post-prodotto.. E se non l’avessi postato? Allora sarebbe stata più vicina alla realtà?

Ok ok, sto andando troppo sul filosofico e non vorrei trovarmi a discutere sul senso della vita.. l’intento di questo post è solo dare la mia opinione da quattro soldi, niente di più..

Io penso che un buon fotografo non debba solo limitarsi a scattare riproduzioni fedeli, ma debba interpretare a modo suo ciò che sta vedendo.. e questo per un semplice motivo: la fotografia non può essere, per definizione, una replica fedele della realtà.. fisicamente tutti i processi chimici nel caso della pellicola, elettronici nel caso del digitale, portano con se alcuni errori di forma che differenziano la fotografia dalla realtà.. e allora, perché io debbo accontentarmi di una replica fallace senza potervi intervenire?? Tanto vale che io la interpreti a modo mio.. che le dia un mio contributo artistico.. no??

Rubo per un attimo le parole di un mio caro amico, Giovanni Gori (eccellente fotografo peraltro):

La post produzione è solo uno dei tanti parametri che la mente del fotografo modifica in ragione della sua volontà espressiva. Non vedo perchè se ne contesti uno senza contestare gli altri.. Quel che conta è se piace o no il risultato..

Sante parole! Perché una foto sottoesposta in maniera intenzionale è considerata “artistica” e una foto ritoccata viene incriminata e tacciata di rovinare l’etica fotografica? Cosa cambia tra una e l’altra? Solo il tipo di parametro su cui si ha agito in funzione di ottenere un determinato risultato finale.. nel primo caso ho scelto un tempo più veloce di quello che mi consigliava l’esposimetro, nel secondo ho sviluppato il negativo digitale secondo i miei gusti..

Certo, questo discorso potrebbe non stare in piedi se parliamo di foto di reportage.. allora lì alcuni paletti andrebbero messi, anche solo per tutelare il diritto di cronaca.. ma non divaghiamo in questo senso, altrimenti davvero non ne usciamo più..

Vi posto un esempio, relativo al precedente post pubblicato qua sul mio blog.. in questo caso la scena era buona di partenza.. altrimenti non avrebbe nemmeno catturato la mia attenzione.. ma soprattutto era di gran lunga migliore di quanto possa apparire guardando il RAW non post-prodotto.. già, perché il RAW originale non è sinonimo di realtà.. è solo l’interpretazione della macchina fotografica.. in questo caso quello che ho fatto io, e che invito ognuno a fare, è scattare pensando già al risultato finale che si vuole ottenere.. ebbene, questo è proprio quel che ho fatto e qua sotto c’è il confronto tra il RAW e la versione finale.. un solo appunto.. prima di passare il mouse sopra l’immagine (per vedere il confronto con l’originale), chiedetevi se il risultato finale vi piaccia.. e solo dopo pensate se una post-produzione così sia eticamente corretta o oppure no..

RAW comparison

4 pensieri su “La postproduzione e l’etica del fotografo

  1. Concordo con il tuo pensiero. L’assioma fotografia=realtà assolve ad un compito oramai superato, a perte certi tipi specifici di fotografia. Il momento dello scatto e quello della post produzione sono due metà di un percorso per ottenere un risultato, come prima l’analogico con la camera oscura, ora il digitale con il computer. Ma perché montare un filtro sull’obiettivo è considerato “cosa da fotografi” ed utilizzare un filtro in pp è considerato quasi un imbroglio?
    Credo comunque che questa diatriba filosofica rimarrà in piedi ancora per molto tempo, io continuo con la mia bella postproduzione.
    Complimenti per le foto e per il blog!
    Saluti Marco

    • Eh Marco, come darti torto.. tutti pensano ancora che maestri come Adams, etc abbiano fatto tutte le loro immagini solamente in fase di scatto.. lo stesso McCurry (giusto per non andare indietro anni e anni) deve la sua fama a fior di esperti della camera oscura (e alla kodachrome..).. altro che realtà 😉

  2. concordo in pieno e mi trovo a lottare anche io con chi dice che i fotografi famosi o altri non hanno mai toccato le foto ma fatte in fase di scatto ,mah l’elaborazione esiste da che è stata inventata la machina fotografica, forse anche da prima.. 🙂
    orrimo lavoro….

  3. Ciao Gianmaria! Ti seguo sempre,seguo i tuoi post sia qui,che su Fb. Credo che tu,sia uno dei pochi fotografi di oggi che davvero stimo ed ammiro. Tu hai il dono della fotografia. Ce l’hai nel sangue,poche balle! 🙂 Qualunque cosa scatti,ti esce bene. Che sia un ritratto,una fotografia street od un paesaggio,poco conta!
    “Vagando”tra i tuoi tutorial,sono incappato in questo e… mi son quasi sentito lusingato nel vedere che una mia frase,abbia creato tanto”rumore”. Giuro,non era mia intenzione…
    Anche se mi considero solo un modestissimo appassionato di fotografia,so molto bene che lo sviluppo/post produzione di un immagine fa parte del”gioco”,è giusta ed è presente da SEMPRE ed in ogni campo. Assolutamente,non sono uno che pensa che la PP sia una cosa errata o che vada contro l’etica;la faccio anche io e se mi dichiarassi contrario,sarei un…. 🙂 Nel caso specifico di quella immagine,ho dato un mio parere personale solo per il confronto diretto con il raw da te postato. Sono oggettivamente diverse,credo che su questo non si possa non esser d’accordo. Come ho sempre pensato,la fotografia è una forma d’arte e di espressione personale,e come tale PUO’ e DEVE essere interpretata dal fotografo stesso. Il mio modo di esprimermi fotograficamente,nella maggior parte dei casi,è cercare il più possibile di raffigurare la”realtà”(qual è?…),quindi,mi è venuto istintivo dire che,l’immagine finale(pur essendo assolutamente più coinvolgente),è comunque diversa da quella che era la scena reale. Con”diversa”,mi riferisco alle tonalità,sfumature di colore,luci o ombre che sicuramente erano presenti,ma in misura più lieve. Ovviamente,sono altrettanto consapevole che,il raw stesso,NON E’ la raffigurazione perfetta della scena ripresa,in quanto è un negativo piatto.
    Spero di non averti offeso!
    Ciao e a presto! 😉
    Fabio

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