“Le fotografie son come le donne”

Ci sono periodi in cui si scatta di più e altri in cui si scatta di meno.. non sempre si riesce a capire il motivo per cui non si riesca a essere costanti.. a volte si scatta meno per mancanza di ispirazione.. a volte si scatta di più perché siamo influenzati da qualche evento particolare.. ci sta, è fisiologico.. in fondo non ce lo dice mica il medico che dobbiamo fare una foto al giorno prima o dopo i pasti..

Nel mio caso ultimamente sto scattando meno per due motivi.. il primo è il tempo.. infatti è finita la pacchia universitaria e il lavoro non mi permette di dedicare alla fotografia il tempo che vorrei.. il secondo è che sto cambiando completamente il modo di concepire la fotografia..

Mentre il primo motivo, se vogliamo, è un po’ una scusa.. perché, diciamocelo, se uno vuole il tempo lo trova.. il secondo è un motivo reale, sul quale voglio scrivere qualche parola..

Al giorno d’oggi siamo letteralmente bombardati da migliaia di immagini in qualsiasi contesto.. pubblicità, magazine, televisione, etc etc.. immagini perfette, studiate, sterili.. parallelamente i social network ci portano agli occhi altrettante immagini che cercano di scimmiottare quelle di cui sopra.. ovviamente con risultati non all’altezza.. (e, senza problemi, ammetto che anche io ho dato il mio modesto contributo a questa seconda categoria di immagini..) questo della condivisione, è qualcosa figlio dell’era in cui viviamo.. la fotografia digitale sembra fatta apposta per essere condivisa.. e, mentre al tempo della pellicola, ognuno si teneva le foto per se, oggi invece tutti si sentono in dovere di condividerle (me compreso..).. purtroppo non è colpa di nessuno.. è l’effetto di come sia il mondo oggi..

Capite che, con questa necessità di condividere, uno si senta quasi obbligato a produrre immagini (uso volutamente il termine produrre in quanto questo fenomeno ricorda molto un boom produttivo).. peccato che la quantità non vada tanto d’accordo con la qualità.. ed è qui che entra in ballo il titolo..

“Le fotografie son come le donne”

Questa massima mi è uscita l’altro giorno sotto la doccia riflettendo sul senso della vita..  (beh si, c’è chi sotto la doccia canta, chi legge le etichette degli shampoo e chi, come me,  pensa.. 🙂 ).. già, ma perché proprio le donne?

Semplice.. pensiamo a una ragazza giovane, attraente, che rispecchia gli standard imposti dalla società odierna.. insomma, la tipica ragazza che piace a livello estetico, ma poi si rivela vuota dentro.. la ragazza da una notte e via.. ora pensiamo a una ragazza carina, non altrettanto bella, ma con un contenuto oltre all’estetica.. la ragazza con la quale passare il resto della propria vita.. ecco, le fotografie sono esattamente così.. ci sono quelle belle ma legate solamente alle mode del momento, a uno standard, volubili nel tempo e quelle che durano una vita.. quelle di cui ci si innamora.. quelle che non invecchiano, ma diventano più interessanti.. grazie al fatto che l’estetica è sostenuta dal contenuto..

Ecco.. penso che noi tutti oggi dobbiamo fare un esame di coscienza ogni volta che scattiamo una fotografia e chiederci se sia solo una foto bella, ma vuota e quindi da tenere per noi, oppure una foto che valga la pena di condividere con gli altri, con un estetica e un contenuto che potrà durare per anni.. ecco io d’ora in poi spero di riuscire a essere molto più critico con me stesso.. insomma

io speriamo che me la cavo…

Elliot Erwitt

© Elliot Erwitt

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