Street Photography e termini di legge

Alone..? No, I'm with her.. ♥

Nikon D700, 85mm ƒ1.4

Tempo fa sul forum Nital è comparsa questa discussione, in cui viene trattato l’annoso tema della legalità della Street Photography.. vorrei aiutare tramite il mio blog nella divulgazione di questo interessante commento del giudice e fotografo Vincenzo Cottinelli.

E’ FINITA LA STREET PHOTOGRAPHY?

Stando così le cose, non potremo più sapere come eravamo (Grazia Neri, 2011)

Fotografia di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico: ripresa, utilizzo, pubblicazione. Principi costituzionali, Legge n.633, Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Spunti per un dibattito.
I) Premessa: Data la scarsità di pronunce giurisdizionali in materia di fotografia, la sentenza della Corte di Cassazione, sez. V penale, 30 gennaio 2012 n. 3721 Pres. Ferrua – est. Marasca, fornisce lo spunto per riflessioni utili anche al di là della fattispecie esaminata. La Corte annulla un provvedimento di proscioglimento affermando che sussiste il reato di diffamazione a mezzo stampa a carico del direttore e dell’editore di un quotidiano, per un testo denigratore della mendicità corredato dall’immagine di una mendicante, fotografata per strada, che viene così associata ai contenuti dell’articolo ed è perciò diffamata.
Continua a leggere..

Calibrare i colori dell’iPad, ecco come!

Questo articolo è rivolto a tutti quelli che vogliono usare l’iPad per mostrare il loro portfolio senza brutte sorprese.. infatti i colori di un’immagine non sono assoluti, ma cambiano a seconda del monitor su cui le guardiamo.. e capite bene che è perfettamente inutile passare ore e ore al pc cercando di ricreare un incarnato perfetto, se poi, caricata la foto sull’iPad, ci troviamo dei colori sballatissimi..! Ora però una soluzione c’è.. ce la da la Datacolor®, con la sua app Spyder Gallery creata appositamente per iPad e rivolta agli utilizzatori delle sonde Datacolor®.

Calibrazione iPad con Spyder Gallery

L’utilizzo è molto semplice, basta scaricare l’applicazione sia sull’iPad che sul proprio pc, collegare la sonda ed eseguire i semplici passaggi a video. Vi riporto il video che illustra come funziona il tutto! Buona visione!

Riflessioni sui costi dello sviluppo fai da te

Vediamo di fare un pò di chiarezza su quanto costi sviluppare in casa la pellicola Bianco e Nero. Prima di tutto facciamo un pò di chiarezza.. Sapete qual è la differenza tra sviluppo e stampa? Se non lo sapete dovete leggere questi due articoli, altrimenti non ha senso continuare a leggere..

  1. Lo sviluppo del negativo Bianco e Nero
  2. La stampa del negativo Bianco e Nero

Questo per farvi capire che per sviluppare non è necessario avere una camera oscura! Vi basterà un luogo buio per mettere la pellicola nella tank e basta.

Chiarito questo vediamo quali workflow possiamo seguire:

  • Sviluppo in casa + Stampa in casa;
  • Sviluppo in casa + Scansione in casa;

Nel primo caso avremo bisogno di allestire una camera oscura vera e propria.. questo rende estremamente variabile il costo finale dell’operazione..

Vediamo piuttosto cosa costa sviluppare e scansionare in casa i negativi.. operazione decisamente più abbordabile e fattibile! ;) Continua a leggere…

Il controluce nei ritratti

Se questo ponte dell’Immacolata non sapete cosa fare vi do io un piccolo spunto per provare a fare qualche ritratto diverso dal solito..

Generalmente quando si ritraggono le persone si usa farle posare in modo che la luce del sole illumini il volto.. questa però è una cosa che detesto! Sì, perché quello che otteniamo in questo modo sono ombre poco gestibili sul volto e occhi tendenzialmente poco aperti..

Quello che vi consiglio di provare a fare è scattare mettendo il soggetto con il sole alle spalle.. “ma ne sei sicuro Gianmaria??” sì, esattamente così.. proprio in controluce! :)

Molti di voi mi staranno dando del matto e per certi versi lo sono, ma non in questo caso.. infatti così facendo ottenete diversi effetti positivi sull’immagine:

  • Il soggetto non avrà la luce negli occhi e li terrà ben aperti..
  • La luce sul viso sarà uniforme.. essendo tutto in ombra non può essere diversamente!
  • I capelli otterranno dei riflessi molto gradevoli che daranno impatto all’immagine..

Non so a voi, ma a me non sembrano cose da poco.. anzi!

Attenzione però.. scattare in controluce ha delle conseguenze negative che è bene conoscere.. potrebbe infatti risultare impossibile esporre in modo corretto il viso senza bruciare lo sfondo.. come fare allora? Un modo semplice ed efficace è usare un piccolo pannello riflettente per schiarire il viso e recuperare le alte luci.. Volete vedere un esempio? Eccolo..

Just her hair

Come scritto sopra ho schiarito il soggetto con un pannello bianco da destra  che ha dato luce anche alla giacca della modella oltre che al viso..

Ora non vi resta che provare! ;)

PS

Come giustamente qualcuno mi ha fatto notare l’alternativa pratica al pannello riflettente è l’uso del flash.. però io non sono d’accordo.. non perchè il flash non schiarisca, ma perchè ha una serie di effetti collaterali che proprio non sopporto.. in ordine:

  • Usare il flash implica limitarsi a usare un tempo almeno pari a quello di sincro (1/250″).. questo impedisce l’uso di diaframmi aperti.. infatti la luce proveniente dallo sfondo richiederebbe diaframmi piuttosto chiusi per una corretta esposizione (e onestamente avere un 50 ƒ1.2 per usarlo a ƒ5.6 è una cosa che non ha molto senso)..
  • Usare un flash a slitta montato sulla macchina produce una luce molto dura e allineata con l’asse ottico.. cosa che appiattisce tremendamente l’immagine..
  • Il flash ha una luce fredda.. con una temperatura colore generalmente minore della luce ambiente.. questo implica l’utilizzo di gelatine per compensare il bilanciamento del bianco.. insomma una complicazione davvero inutile..
  • Il pannello ci aiuta a vedere da subito il suo effetto sulla scena.. il flash invece necessita di tentativi..

Potrei continuare con l’elenco delle cose negative.. ma mi fermo qua..

Come avrete capito sono un amante della luce naturale e della sua bellezza! :)

Pin It

Mark Wallace ci dà qualche consiglio sugli schemi luce

Ultimamente mi sto documentando qua e là sulle tecniche di illuminazione nei ritratti.. è un tipo di fotografia, quella da studio, che conosco poco.. mi piacerebbe però conoscere meglio questa branca per poterne applicare i concetti ai miei ritratti..

Girovagando per la rete ho trovato questo video di Snapfactory a cura di Mark Wallace che illustra molto bene alcuni schemi luce.. dategli uno sguardo!

Wanna be a strobist!

Venerdì sera non sapendo cosa fare mi sono dedicato a qualche fotografia da studio.. Lo ammetto, non le amo e non sono il mio forte.. sto iniziando solo ora con qualche schema luce basilare e devo ancora imparare molto, però mi sto divertendo e penso che in futuro cercherò di migliorarmi sotto l’aspetto “strobist”!

Una delle foto che mi è piaciuta di più di tutta la sessione è questa..

E’ stata una delle prime, stavo cominciando a posizionare le luci e ho scattato solo con la key light da destra (flash a slitta con softbox 60x60cm).. l’effetto mi è piaciuto e l’ho tenuta..

Dopo i primi scatti per sciogliere il ghiaccio lo schema luci è passato a tre punti luce:

  1. Key light: Yongnuo YN560 da destra con softbox 60x60cm;
  2. Fill light: Yongnuo YN560 da sinistra senza diffusore;
  3. Rim light: Yongnuo YN560 da dietro con snoot puntato sulla spalla.

A me il risultato non è dispiaciuto.. e voi che dite?? :)

Pin It

Obiettivi Tilt and Shift: a cosa servono e come funzionano

Molti di voi avranno sicuramente sentito parlare degli obiettivi “tilt and shift”, anche conosciuti come basculanti e decentrabili.. altri magari conoscono solamente il “tilt and shift” come quell’effetto modellino che viene applicato ai paesaggi (qui qualche esempio).. ma pochi sanno bene come funzioni un obiettivo TS oppure a cosa serva di preciso.. se siete curiosi di saperne di più non vi resta che continuare a leggere..

Come ho scritto sopra un obiettivo TS è anche detto basculante e decentrabile.. Che significa? Molto semplicemente che può essere basculato e decentrato.. in parole povere è un obiettivo che può inclinarsi e spostarsi rispetto al corpo macchina permettendo cose che solamente un banco ottico può permettersi di fare..

Queste “cose” sono il controllo della prospettiva e dell’inclinazione del piano di messa a fuoco.. cose permesse rispettivamente dal decentramento e dal basculaggio.. arabo? Don’t worry.. capirete facilmente con qualche esempio pratico..

Partiamo dal controllo della prospettiva (un pò più facile da capire).. guardate quest’immagine..

The big Apple

Molto suggestiva vero? Vero..

Penso però che farebbe accapponare la pelle a qualsiasi fotografo d’architettura.. perché? Beh, perché il fatto che tutte le linee convergano in alto non è certo quello che succede in realtà.. vi posso assicurare che tutti i palazzi stavano su belli dritti.. :)

Ma cos’è successo allora? Continua a leggere…

Pin It

La compressione prospettica dei piani, scopriamola insieme!

“Compressione prospettica dei piani” oddio che brutta parola! Ma che cavolo sarà mai?? Nulla di difficile.. E’ però uno di quei concetti che non può assolutamente mancare nel bagaglio culturale di un fotografo..

L’aggettivo prospettica dovrebbe farvi capire che quello di cui vi sto per parlare ha a che fare con la prospettiva.. e in effetti è così.. se non l’avete ancora fatto quindi leggetevi questo articolo prima di proseguire!

Fatto?? Bene.. Ora che abbiamo capito che la distanza dal soggetto influenza il modo in cui lo osserviamo, vediamo in che modo possiamo sfruttare questa cosa..

Credo sia chiaro a tutti che se voglio ottenere un certo rapporto di riproduzione di un determinato soggetto (ovvero il rapporto tra la dimensione che il soggetto ha in realtà e la dimensione che ha sul sensore) dovrò, man mano che mi allontano, usare un obiettivo di focale sempre più lunga.. in parole povere se voglio riprendere un soggetto in maniera tale che occupi una certa porzione di immagine, con un garndangolo dovrò avvicinarmi, mentre con un tele dovrò allontanarmi.. ma allora cosa cambia tra riprendere la scena da vicino o da lontano?? Vediamo queste due foto..

La prima è stata realizzata con un grandangolo, mentre la seconda con un teleobiettivo.. l’omino è grande uguale nelle due foto, ma nella seconda i due oggetti sembrano molto più vicini rispetto alla prima!

Magia? No, compressione prospettica dei piani.. :)

Nelle due foto il soggetto abbiamo detto che è grande uguale.. tuttavia l’angolo di campo è molto diverso.. Scattando con un teleobiettivo abbiamo un angolo di campo molto ridotto che, rispetto al grandangolo, ritaglia solo una parte dello sfondo (lasciando il soggetto delle stesse dimensioni) facendolo sembrare più grande e quindi più vicino..

In conclusione se riprendiamo una scena con un teleobiettivo otterremo uno sfondo molto vicino al soggetto, al contrario, con un grandangolo, soggetto e sfondo sembreranno molto lontani.. parleremo quindi di compressione dei piani nel primo caso e di separazione dei piani nel secondo..

Uno spunto per testare questo trucchetto.. Provate a fare una foto di paesaggio con il teleobiettivo e vedrete come la vostra immagine acquisterà interesse grazie al punto di vista insolito! ;)

Pin It

Light scheme creator: tutto per voi!

Ho messo a vostra disposizione questo fantastico tool dedicato agli amici strobisti. Potrete creare i vostri schemi luce ed esportarli nel formato che preferite. Usarlo è molto semplice:

  1. Scegliete dal primo menu a tendina la categoria di oggetto che volete aggiungere.
  2. Scegliete ora l’oggetto e posizionatelo nello schema aiutandovi con i comandi.
  3. Quando avete messo tutto quello che vi serve cliccate su “export” e scegliete il formato che preferite!

Facile no?? :)

Non vi resta che provare, cliccate qua!

Pin It

La distorsione prospettica nei ritratti

Spiegare cosa sia la distorsione prospettica a un fotografo alle prime armi, è un pò come spiegare che la terra è rotonda alle popolazioni antiche.. quando avrete capito vi sembrerà ovvio e banale, ma prima qualche perplessità tutti ce l’hanno.. è normale..

Cerchiamo prima di tutto di capire cosa sia la prospettiva e per spiegarvelo vi faccio proprio l’esempio del pianeta terra..

Le antiche popolazioni ritenevano che la terra fosse piatta.. e come fare a dargli torto! Chi di noi riesce ad apprezzare la curvatura terrestre stando coi piedi per terra?? Nessuno! Solo sul campo da calcio di Holly e Benji si riesce ad apprezzarla in poche decine di metri! :) E’ solo allontanandoci a distanze molto grandi che riusciamo ad apprezzare la sua reale forma.. e in fotografia è uguale, la stessa identica cosa.. la distanza da cui riprendiamo un soggetto influenza il modo in cui lo vediamo.. in altre parole ne influenza la prospettiva..

Detto questo, vediamo qualche esempio e cerchiamo di capire insieme perchè sarebbe meglio evitare di fare ritratti da vicino con il grandangolo..

Nella foto qui sotto vediamo un ritratto scattato con un grandangolo a circa 50cm di distanza dal soggetto.. se passate il mouse sopra l’immagine vedrete lo stesso ritratto scattato con un teleobiettivo da circa 2 metri di stanza..

E’ evidente che la distanza ravvicinata ha prodotto una brutta distorsione nella prima foto.. il fatto che le orecchie si vedano di meno è analogo al fatto che la terra risulta piatta.. da vicino la prospettiva è falsata.. (ah, se fate una foto del genere a una modella vi fucila! :D )

Però fate molta attenzione che non c’entra nulla l’obiettivo utilizzato! Il grandangolo semplicemente, rimpicciolendo la scena, permette di riempire il fotogramma anche a distanze ravvicinate.. e’ solo la distanza che è responsabile della prospettiva e della distorsione!

Non ci credete?? Aaaaaaah! Ma siete peggio di San Tommaso.. siccome sono buono e volenteroso ho realizzato per voi anche queste due foto..

Chi di voi mi sa dire quale è stata fatta col grandangolo e quale con il teleobiettivo?? Credo nessuno.. Solo un occhio molto allenato può riconoscere la distorsione a barilotto del grandangolo.. Ma non è questa la cosa importante.. quello che voglio che cerchiate di capire è che, essendo state scattate alla stessa distanza, le due immagini hanno la stessa prospettiva (ovviamente quella scatatta col grandangolo è stata poi ritagliata per avere la stessa dimensione)..

Per svelare il quiz, quella fatta col grandangolo è la prima e qua sotto potete vedere l’immagine originale prima del ritaglio..

Ora ci credete?? :)

Se avete capito questo, la prossima volta vi parlo della compressione dei piani, che è una parente stretta della distorsione prospettica.. stay tuned! ;)

Pin It