Firenze, la Nikon 28ti e la regola del 3 su 36

Per il ponte del XXV Aprile sono stato in Toscana, e, oltre a girovagare qua e la per il Chianti, mi son dato a un pò di street per Firenze.. con me avevo la mia nuova compagna di viaggio, la piccola Nikon 28ti.. l’ideale per la street: qualità elevatissima, compatta, discreta e silenziosa.. la focale fissa di 28mm ti costringe ad essere nella scena, un metro troppo indietro e le foto vengono troppo “lontane”.. insomma, una macchina in grado di dare molte soddisfazioni, ma difficile da gestire.. proprio quel che cercavo! :)

Siccome non ero ancora contento delle difficoltà dello scattare a pellicola e con un’ottica sola, mi sono anche imposto queste regole:

  1. Si poteva scattare un solo rullino da 36 pose;
  2. Non potevo riprendere una scena per più di uno scatto;
  3. Alla fine delle 36 pose ne avrei dovute tenere solo 3;

Quest’ultima regola, del 3 su 36, era molto in voga tra i fotografi a pellicola alle prime armi e serviva a imporsi un limite alle foto da tenere.. oggi invece purtroppo la tendenza è scattare il più possibile e scegliere solo dopo le foto migliori..

Il risultato?? Eccolo..

La storia dietro a una foto

Normalmente direi che una foto è come una barzelletta, se bisogna spiegarla vuol dire che non regge.. ed in effetti nelle foto street o concettuali è così.. una foto deve essere in grado di raccontarsi da sola.. però ci sono casi in cui senza un minimo di spiegazione, non si riesce a cogliere appieno il senso dell’immagine.. questi sono i casi in cui l’osservatore non ha una piena conoscenza di ciò che sta guardando, ma non per un limite suo.. prendiamo questa immagine..

A proud mother

E’ una foto che ho scattato in Toscana a Buonconvento, girovagando di borgo in borgo.. questa vecchina, da sola nello stabile, passava le sue giornate alla finestra, osservando la gente passare.. al mio passaggio ci siamo scambiati un saluto e abbiamo fatto quattro chiacchiere.. quando le ho detto di venire da Milano non ha esitato un attimo a tirar fuori la foto che tiene tra le mani.. è la nazionale di calcio Italiana ’74/75.. mi dici che suo figlio ci aveva giocato.. era un giocatore dell’Inter, che aveva lasciato il suo luogo natale per andare a giocare a Milano.. ora lui, Mauro Bellugi, a pallone non ci gioca più, ma lei continua a mostrarlo con fierezza a chi le da modo di scambiare qualche parola..

Forse la foto di per se può non piacere, ma sicuramente questa è una storia che porterò con me e ricorderò con piacere.. :)

Le fasi della crescita fotografica

Gira in rete quest’immagine molto emblematica, che descrive alla perfezione i momenti topici della crescita fotografica di molte persone.

Stages of a photographer

Penso che, per molti versi, anche la mia crescita possa essere ben descritta da queste fasi.. (si, devo ammettere che anche io sono caduto nell’HDR hole).. e di seguito vi metto le  immagini relative alle varie fasi :D

Fase “AUTO Mode”.. uno dei miei primissimi scatti, in partenza per Roma da Milano.. avevo con me la mia prima macchina: una Nikon D70 con 18-70mm.. senza aver nessuna cognizione di causa su cosa stessi facendo questo è il risultato:

Stazione Centrale

15 Maggio 2009 – Milano, Stazione Centrale

Qua la fase “primo cavalletto” – “HDR hole”.. eh già, ci son passato anche io.. mettiamoci anche la fase megacornicicontantodifirmaelogo.. direi che possiamo sorvolare :D

Torre castello sforzesco by night

16 Ottobre 2009 – Milano, Castello Sforzesco

Qua la fase “ho trovato una vecchia macchina a pellicola”.. anche se al tempo non ero molto pratico con pellicole&co mi è servito parecchio per cambiare tipo di approccio con la fotografia.. ;)

Portrait - Mura

 20 Ottobre 2009 – Bergamo, Città Alta

Non mi son mai vergognato delle mie vecchie fotografie, anzi, le ho sempre lasciate anche su Flickr.. in fondo senza di loro non avrei mai potuto progredire e realizzare scatti come questo, lo scatto che considero migliore all’interno del mio portfolio.. ;)

So tired

13 Marzo 2012 – Lisbona

E voi? Come siete cresciuti? Vi ritrovate anche voi in questo grafico??

Le cazzate che si leggono in rete #1 La prospettiva “esasperata”

Troppo spesso in rete si leggono articoli strampalati da parte di presunti espertoni di fotografia autoelettisi GURU della materia.. bene, siccome la disinformazione è una cosa che odio, ogni volta che troverò scritta una cazzata (scusate il termine, ma sono veramente stanco di sta gente) la riporterò qua e vi dimostrerò il perchè sia sbagliato.. Purtroppo molta gente prende per buono ciò che viene scritto da gente che si finge esperta e questo è male, molto male!

Per inaugurare questa rubrica, oggi parliamo delle panoramiche e della leggenda che “fatte con il teleobiettivo sono meglio che una singola foto fatta col grandangolo”..

Panormica

Evidentemente linkare il mio articolo sulla distorsione prospettica non è bastato.. mi è stato detto “eh, ma lo sfondo è bianco quindi è per quello che non si vede la differenza”..

Benissimo.. allora diamo un’occhiata a queste immagini che ho realizzato al volo..

Questa immagine è stata fatta con un 24mm su formato pieno.

Panormica

Questa invece è stata realizzata con una serie di immagini verticali, scattate con un 50mm sempre su formato pieno, fino ad ottenere lo stesso angolo di campo orizzontale. Avrei potuto ottenere anche lo stesso angolo di campo verticale, ma il succo del discorso non cambia.

Panormica

Qua sotto riporto la sovrapposizione delle due immagini (allineate e ridimensionate).

Panormica

Primo piano: scatto singolo a 24mm
Secondo piano: panoramica a 50mm

Panormica

Primo piano: panoramica a 50mm
Secondo piano: scatto singolo a 24mm

Come potete vedere non è assolutamente vero che scattando con il 50mm e poi unendo le immagini la prospettiva viene esasperata! La prospettiva, come scritto in altri articoli (vedi qua e qua), dipende solamente dalla distanza dal soggetto. Chi sostiene il contrario non ha capito nulla e queste immagini lo dimostrano chiaramente!

Unire più immagini in una panoramica unica non è così semplice come sembri.. anzi, ha un sacco di complicazioni che è bene conoscere..

  1. Prima di tutto le immagini vanno unite e molto spesso i software commettono errori difficilmente correggibili se non con buone conoscenze dei programmi di fotoritocco..
  2. Le immagini panoramiche vanno realizzate sempre con un treppiede.. altrimenti si rischia che la macchina fotografica non venga ruotata su se stessa, ma su una traiettoria sferica che porta ad avere un’immagine non perfettamente cilindrica (o sferica a seconda dei casi)..
  3. Le singole immagini avranno inclinazioni diverse rispetto alla scena e questo produce altri problemi.. il primo, più evidente, è che il piano di messa a fuoco ruota insieme alla macchina.. quindi su soggetti planari (ad esempio architettonici), rischiamo di avere zone a fuoco e zone fuori fuoco.. il secondo, meno evidente, è che tra un’immagine e l’altra stiamo falsando la prospettiva.. infatti pensiamo di riprendere un palazzo con una panoramica verticale.. le linee verticali del palazzo saranno parallele solo quando avrò la macchina perfettamente parallela al palazzo stesso.. ogni altra foto con la macchina inclinata evidenzierà il fenomeno delle linee cadenti..

Ma allora quali sono i reali vantaggi di eseguire panoramiche? Semplice, nessuno.. :) Se non quello di poter raggiungere angoli di campo  di obiettivi che non possediamo.. Ad esempio quando abbiamo con noi solo un obiettivo, ma non riusciamo a fare entrare tutta la scena in un singolo scatto.. Anche a me è capitato di non poterne fare a meno.. Ad esempio viaggi con la M9 e il 28mm in più di un occasione ho dovuto ricorrere alle panoramiche..

Foppolo by night.. happy new year!Gant at Blue HourCabo da Roca summer sunset

L’alternativa in questi casi sarebbe stata non portare a casa lo scatto.. ma mai e poi mai mi sognerei di realizzare panoramiche per esasperare la prospettiva, perchè semplicemente non è possibile! E’ una leggenda! ;)

Come esporre correttamente la neve con i filtri GND

I paesaggi innevati sono il tipico esempio di scena che mette in crisi l’esposimetro. Perché? Semplice, Tutto quel bianco è anomalo per qualsiasi altra scena e l’esposimetro non può sapere che invece è normale. Cosa succede quindi se ci affidiamo agli automatismi senza intervenire? Otterremo una neve dalla tonalità molto simile al famoso grigio 18% (rispetto al quale sono tarati gli esposimetri) invece che un bel bianco naturale. Questo succede perché l’esposimetro fa esattamente quello per cui è stato programmato, non è in grado di interpretare la scena.

Cosa fare allora? Una soluzione pratica ed efficace è quella di usare la compensazione dell’esposizione.. Impostarla su +0.7EV o +1EV alzerà l’esposizione quanto basta per far tornare il bianco a essere come nella realtà..

Però, c’è un però.. Alzando l’esposizione, verranno aumentati tutti i valori di luminosità della scena e potrebbe capitare che alcune zone del cielo, già luminose in partenza, finiscano per essere bruciate..

A questo punto le soluzioni sono principalmente due:

  1. Sfruttare i vantaggi del digitale: mi porto a casa due o più scatti e poi li unisco in post-produzione.. posso, o fare HDR, o fondere semplicemente due o più esposizioni..
  2. Usare i filtri GND: lo scatto sarà già pronto all’uso..

In questo articolo non mi interessa discutere del primo caso.. Voglio piuttosto parlarvi di come intervenire usando i filtri GND..

Innanzitutto cosa sono i filtri GND? Questi filtri, anche noti come filtri digradanti, sono filtri di forma rettangolare (detti anche “a lastra”) che riducono l’esposizione in maniera graduale tra la zona superiore e inferiore dell’immagine (oppure destra/sinistra se lo ruoto di 90°)..

Detto questo, si capisce in che modo siano utili.. Infatti posso tranquillamente compensare l’esposizione sulla neve senza il pericolo di bruciare le parti luminose del cielo che, con il filtro GND, saranno “protette”..

Un esempio pratico: in questo scatto (Nikon D800 + 14-24mm), ho usato un filtro GND che mi ha permesso di ottenere un bel blu carico nel cielo insieme a un bel bianco naturale sulla neve.. in particolare l’esposizione è stata compensata di +1EV rispetto alla lettura esposimetrica e abbassata di 3 stop sul cielo tramite il filtro.. :)

The Shed