Tutorial fai da te: come pulire il sensore digitale

Tutti coloro che usano corpi digitali sanno che prima o poi il sensore va pulito.. infatti, metti e togli gli obiettivi, è inevitabile che qualche granello di polvere vi si depositi sopra, comparendo inesorabilmente nelle vostre immagini sotto forma di punti neri.. e siccome non vogliamo far andare alle stelle le segnalazione di U.F.O. a Mistero, è bene che provvediamo a pulire il sensore di tanto in tanto..

Farlo pulire a un laboratorio è sicuramente la cosa più facile, ma normalmente vi chiedono dalle 30€ alle 50€ (a seconda dell’onestà del laboratorio.. #thisisitaly n.d.r.).. considerando che un kit di pulizia costa intorno alle 20/25€ e ci si possono fare un paio di pulizie, beh, economicamente direi che è conveniente imparare a pulirselo da soli.. inoltre, contrariamente a quanto si possa pensare, la pulizia del sensore è una cosa semplicissima.. per di più, se fatta con una certa frequenza (ogni 2-3 mesi o al bisogno), anche gli strumenti convenzionali risultano molto efficaci.. mentre lasciamo che il sensore diventi lercio, beh allora un giro in laboratorio è d’obbligo per una pulizia  come si deve.. ma passiamo ai fatti e vediamo insieme cosa serve e come fare..

Per prima cosa vediamo di cosa abbiamo bisogno..

  1. Pompetta stile clistere.. più capiente è, meglio è.. (anche il clistere! :D )
  2. Kit di pulizia (lo descriverò in dettaglio alla fine) composto da palettine e liquido di pulizia..
  3. Pazienza
  4. Calma

E’ buona regola preparare tutto a portata di mano prima di mettersi all’opera.. non è bello lasciare il sensore all’aria aperta per troppo tempo.. beninteso, non succede niente al sensore, ma se perdiamo troppo tempo rischiamo che altra polvere si depositi vanificando la pulizia..

Kit pulizia

Preparato tutto, prendiamo il corpo macchina e stacchiamo l’obiettivo.. Continua a leggere..

La storia dietro a una foto

Normalmente direi che una foto è come una barzelletta, se bisogna spiegarla vuol dire che non regge.. ed in effetti nelle foto street o concettuali è così.. una foto deve essere in grado di raccontarsi da sola.. però ci sono casi in cui senza un minimo di spiegazione, non si riesce a cogliere appieno il senso dell’immagine.. questi sono i casi in cui l’osservatore non ha una piena conoscenza di ciò che sta guardando, ma non per un limite suo.. prendiamo questa immagine..

A proud mother

E’ una foto che ho scattato in Toscana a Buonconvento, girovagando di borgo in borgo.. questa vecchina, da sola nello stabile, passava le sue giornate alla finestra, osservando la gente passare.. al mio passaggio ci siamo scambiati un saluto e abbiamo fatto quattro chiacchiere.. quando le ho detto di venire da Milano non ha esitato un attimo a tirar fuori la foto che tiene tra le mani.. è la nazionale di calcio Italiana ’74/75.. mi dici che suo figlio ci aveva giocato.. era un giocatore dell’Inter, che aveva lasciato il suo luogo natale per andare a giocare a Milano.. ora lui, Mauro Bellugi, a pallone non ci gioca più, ma lei continua a mostrarlo con fierezza a chi le da modo di scambiare qualche parola..

Forse la foto di per se può non piacere, ma sicuramente questa è una storia che porterò con me e ricorderò con piacere.. :)

La postproduzione e l’etica del fotografo

Sono tornato su questo argomento per l’ennesima volta.. ah, l’annosa questione della postproduzione.. chi è favorevole, chi è contrario, chi ne fà poca, chi tanta, etc.. ma non voglio partire da Adamo ed Eva, voglio piuttosto prendere spunto da un’osservazione che mi è stata fatta sulla mia pagina Facebook.. qualcuno, guardando questo confronto, mi ha scritto:

“Bellissima interpretazione e padronanza della PP incredibile. Ma a parer mio,eccessivamente lontana dalla realtà.”

Già, la realtà.. ma qual è la realtà? Nessun altro era lì con me per poter giudicare quale fosse la realtà.. L’osservazione è potuta emergere solo in funzione del fatto che io avessi postato il confronto con il RAW non post-prodotto.. E se non l’avessi postato? Allora sarebbe stata più vicina alla realtà?

Ok ok, sto andando troppo sul filosofico e non vorrei trovarmi a discutere sul senso della vita.. l’intento di questo post è solo dare la mia opinione da quattro soldi, niente di più..

Io penso che un buon fotografo non debba solo limitarsi a scattare riproduzioni fedeli, ma debba interpretare a modo suo ciò che sta vedendo.. e questo per un semplice motivo: la fotografia non può essere, per definizione, una replica fedele della realtà.. fisicamente tutti i processi chimici nel caso della pellicola, elettronici nel caso del digitale, portano con se alcuni errori di forma che differenziano la fotografia dalla realtà.. e allora, perché io debbo accontentarmi di una replica fallace senza potervi intervenire?? Tanto vale che io la interpreti a modo mio.. che le dia un mio contributo artistico.. no??

Rubo per un attimo le parole di un mio caro amico, Giovanni Gori (eccellente fotografo peraltro):

La post produzione è solo uno dei tanti parametri che la mente del fotografo modifica in ragione della sua volontà espressiva. Non vedo perchè se ne contesti uno senza contestare gli altri.. Quel che conta è se piace o no il risultato..

Sante parole! Perché una foto sottoesposta in maniera intenzionale è considerata “artistica” e una foto ritoccata viene incriminata e tacciata di rovinare l’etica fotografica? Cosa cambia tra una e l’altra? Solo il tipo di parametro su cui si ha agito in funzione di ottenere un determinato risultato finale.. nel primo caso ho scelto un tempo più veloce di quello che mi consigliava l’esposimetro, nel secondo ho sviluppato il negativo digitale secondo i miei gusti..

Certo, questo discorso potrebbe non stare in piedi se parliamo di foto di reportage.. allora lì alcuni paletti andrebbero messi, anche solo per tutelare il diritto di cronaca.. ma non divaghiamo in questo senso, altrimenti davvero non ne usciamo più..

Vi posto un esempio, relativo al precedente post pubblicato qua sul mio blog.. in questo caso la scena era buona di partenza.. altrimenti non avrebbe nemmeno catturato la mia attenzione.. ma soprattutto era di gran lunga migliore di quanto possa apparire guardando il RAW non post-prodotto.. già, perché il RAW originale non è sinonimo di realtà.. è solo l’interpretazione della macchina fotografica.. in questo caso quello che ho fatto io, e che invito ognuno a fare, è scattare pensando già al risultato finale che si vuole ottenere.. ebbene, questo è proprio quel che ho fatto e qua sotto c’è il confronto tra il RAW e la versione finale.. un solo appunto.. prima di passare il mouse sopra l’immagine (per vedere il confronto con l’originale), chiedetevi se il risultato finale vi piaccia.. e solo dopo pensate se una post-produzione così sia eticamente corretta o oppure no..

RAW comparison

Le fasi della crescita fotografica

Gira in rete quest’immagine molto emblematica, che descrive alla perfezione i momenti topici della crescita fotografica di molte persone.

Stages of a photographer

Penso che, per molti versi, anche la mia crescita possa essere ben descritta da queste fasi.. (si, devo ammettere che anche io sono caduto nell’HDR hole).. e di seguito vi metto le  immagini relative alle varie fasi :D

Fase “AUTO Mode”.. uno dei miei primissimi scatti, in partenza per Roma da Milano.. avevo con me la mia prima macchina: una Nikon D70 con 18-70mm.. senza aver nessuna cognizione di causa su cosa stessi facendo questo è il risultato:

Stazione Centrale

15 Maggio 2009 – Milano, Stazione Centrale

Qua la fase “primo cavalletto” – “HDR hole”.. eh già, ci son passato anche io.. mettiamoci anche la fase megacornicicontantodifirmaelogo.. direi che possiamo sorvolare :D

Torre castello sforzesco by night

16 Ottobre 2009 – Milano, Castello Sforzesco

Qua la fase “ho trovato una vecchia macchina a pellicola”.. anche se al tempo non ero molto pratico con pellicole&co mi è servito parecchio per cambiare tipo di approccio con la fotografia.. ;)

Portrait - Mura

 20 Ottobre 2009 – Bergamo, Città Alta

Non mi son mai vergognato delle mie vecchie fotografie, anzi, le ho sempre lasciate anche su Flickr.. in fondo senza di loro non avrei mai potuto progredire e realizzare scatti come questo, lo scatto che considero migliore all’interno del mio portfolio.. ;)

So tired

13 Marzo 2012 – Lisbona

E voi? Come siete cresciuti? Vi ritrovate anche voi in questo grafico??

Le cazzate che si leggono in rete #1 La prospettiva “esasperata”

Troppo spesso in rete si leggono articoli strampalati da parte di presunti espertoni di fotografia autoelettisi GURU della materia.. bene, siccome la disinformazione è una cosa che odio, ogni volta che troverò scritta una cazzata (scusate il termine, ma sono veramente stanco di sta gente) la riporterò qua e vi dimostrerò il perchè sia sbagliato.. Purtroppo molta gente prende per buono ciò che viene scritto da gente che si finge esperta e questo è male, molto male!

Per inaugurare questa rubrica, oggi parliamo delle panoramiche e della leggenda che “fatte con il teleobiettivo sono meglio che una singola foto fatta col grandangolo”..

Panormica

Evidentemente linkare il mio articolo sulla distorsione prospettica non è bastato.. mi è stato detto “eh, ma lo sfondo è bianco quindi è per quello che non si vede la differenza”..

Benissimo.. allora diamo un’occhiata a queste immagini che ho realizzato al volo..

Questa immagine è stata fatta con un 24mm su formato pieno.

Panormica

Questa invece è stata realizzata con una serie di immagini verticali, scattate con un 50mm sempre su formato pieno, fino ad ottenere lo stesso angolo di campo orizzontale. Avrei potuto ottenere anche lo stesso angolo di campo verticale, ma il succo del discorso non cambia.

Panormica

Qua sotto riporto la sovrapposizione delle due immagini (allineate e ridimensionate).

Panormica

Primo piano: scatto singolo a 24mm
Secondo piano: panoramica a 50mm

Panormica

Primo piano: panoramica a 50mm
Secondo piano: scatto singolo a 24mm

Come potete vedere non è assolutamente vero che scattando con il 50mm e poi unendo le immagini la prospettiva viene esasperata! La prospettiva, come scritto in altri articoli (vedi qua e qua), dipende solamente dalla distanza dal soggetto. Chi sostiene il contrario non ha capito nulla e queste immagini lo dimostrano chiaramente!

Unire più immagini in una panoramica unica non è così semplice come sembri.. anzi, ha un sacco di complicazioni che è bene conoscere..

  1. Prima di tutto le immagini vanno unite e molto spesso i software commettono errori difficilmente correggibili se non con buone conoscenze dei programmi di fotoritocco..
  2. Le immagini panoramiche vanno realizzate sempre con un treppiede.. altrimenti si rischia che la macchina fotografica non venga ruotata su se stessa, ma su una traiettoria sferica che porta ad avere un’immagine non perfettamente cilindrica (o sferica a seconda dei casi)..
  3. Le singole immagini avranno inclinazioni diverse rispetto alla scena e questo produce altri problemi.. il primo, più evidente, è che il piano di messa a fuoco ruota insieme alla macchina.. quindi su soggetti planari (ad esempio architettonici), rischiamo di avere zone a fuoco e zone fuori fuoco.. il secondo, meno evidente, è che tra un’immagine e l’altra stiamo falsando la prospettiva.. infatti pensiamo di riprendere un palazzo con una panoramica verticale.. le linee verticali del palazzo saranno parallele solo quando avrò la macchina perfettamente parallela al palazzo stesso.. ogni altra foto con la macchina inclinata evidenzierà il fenomeno delle linee cadenti..

Ma allora quali sono i reali vantaggi di eseguire panoramiche? Semplice, nessuno.. :) Se non quello di poter raggiungere angoli di campo  di obiettivi che non possediamo.. Ad esempio quando abbiamo con noi solo un obiettivo, ma non riusciamo a fare entrare tutta la scena in un singolo scatto.. Anche a me è capitato di non poterne fare a meno.. Ad esempio viaggi con la M9 e il 28mm in più di un occasione ho dovuto ricorrere alle panoramiche..

Foppolo by night.. happy new year!Gant at Blue HourCabo da Roca summer sunset

L’alternativa in questi casi sarebbe stata non portare a casa lo scatto.. ma mai e poi mai mi sognerei di realizzare panoramiche per esasperare la prospettiva, perchè semplicemente non è possibile! E’ una leggenda! ;)