Street e Reflex? No, grazie.

Sto sputando nel piatto in cui ho mangiato.. Ovvero fare street con la reflex.. L’ho fatto per molto tempo, ma da un pò mi son reso conto, col famoso senno di poi, quanto fossi lontano dalla scena… Quanto le mie foto fossero anonime… Si, perché la Reflex ha tanti pregi, ma non è per nulla discreta.. e nel tempo in cui viviamo, dove la gente si sente privata di qualcosa se gli rubi una foto per strada, non si può più davvero fare a meno di essere discreti.. la discrezione diventa fondamentale per non turbare quelle scene di normalità così genuine, così vere.. Heisenberg e il suo principio di indeterminazione non sono mai stati così azzeccati come per la fotografia street.. Ogni soggetto non può essere osservato senza influenzarne il comportamento.. ed è così! Molta gente, quando si sente osservata, non è più se stessa.. figuratevi con il pensiero di avere un cannone puntato contro..!

Molti aggirano il problema usando focali lunghe.. tutti street photographer, o streetpher (come fa figo definirsi oggi), con il teleobiettivo.. il web è pieno di primi piani di clochard scattati con un 200.. e questa la chiamano street..! No, street non è questo.. STREET è essere dentro la scena.. essere parte di essa e fotografarla senza disturbarla.. questo è street.. catturare l’essenza del soggetto..

In questo oggi fortunatamente siamo agevolati dalle attrezzature disponibili.. Le mirrorless come Fuji X100s, Sony RX1 o Ricoh GR, oggi non hanno nulla da invidiare alle sorellone reflex.. la qualità d’immagine finalmente non è più solo appannaggio dei corpi “specchiati”.. per questo io, oggi per fare street, lascio a casa D800 e mi porto dietro la Ricoh GR.. senza nessun rimpianto, anzi! 😉

Un piccolo esempio per chiudere..

Young worker in Milan

Scatto con Ricoh GR (1/20″, ISO3200, ƒ/2.8).. se pensate che sono 28mm equivalenti, il soggetto era molto vicino.. eppure nessuno si è accorto di me.. la scena è naturale e la focale corta dà il senso di esserci dentro.. con la D800 avrei fatto di meglio? No, con la D800 probabilmente non avrei nemmeno tirato fuori la macchina dalla borsa.. 😉

Digitalizzare negativi e diapositive con la Reflex

A molti fotoamatori, dopo molto scattare in digitale, viene voglia di provare a fare qualche scatto a pellicola.. solo che poi, quando si pensa a tutto quello che serve, ci si demoralizza un pò, fino a lasciar perdere.. specialmente quando ci si rende conto che, per avere scansioni decenti da stampare o da pubblicare sul web, servono costosi scanner dedicati..

Però, c’è un però.. o meglio, un alternativa.. possiamo usare direttamente la nostra reflex, senza spendere molti soldi in attrezzatura che forse useremo solo qualche volta..

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Kodak Tri-x e Rodinal, la formula magica dello sviluppo!

Stamattina, da buon alchimista della fotografia a pellicola mi son lanciato nel mio primo sviluppo di Kodak tri-x 400 e Rodinal (anche noto come “R09 one shot”).. un binomio che mi sento molto di consigliarvi.. davvero fantastico.. prima di passare alle note sullo sviluppo, ecco un esempio di cosa si tiri fuori da questa accoppiata..

Via Garibaldi, Torino

Nikon 28ti, via Garibaldi, Torino.

E ora veniamo alla parte tecnica.. devo prima di tutto ammettere che lo sviluppo non è farina del mio sacco.. infatti difficilmente al primo sviluppo uno può imbroccare un risultato soddisfacente.. la procedura l’ho pescata in rete da un sito che ora purtroppo nemmeno ricordo.. e siccome la rete è come il mare, è giusto non tenere per se quello che si trova, ma ridarlo alla rete.. ergo, eccovi le note di sviluppo! 😉

Pellicola: Tri-x 400 esposta a 400ISO;
Developer: Rodinal (aka “R09 one shot”), 1+50, 13 minuti a 20°;
Agitamento: Rovesciamenti continui per il 1° minuto, 2 rovesciamenti ogni 30″ fino alla fine.

Tutto normale invece per stop, fix e lavaggio..

Sperando di aver fatto una cosa gradita vi auguro un buon weekend! Che, tocchiamoci, forse riusciamo a farlo all’asciutto! 😀

Aprire files jpeg e tiff in Adobe Camera Raw

Quando uno sente il nome Camera Raw pensa che sia sol un tool per sviluppare e convertire files RAW.. e invece non è così.. qualsiasi file può essere aperto con Camera Raw, vediamo come fare!

Innanzitutto, se avete Camera Raw, avete Photoshop.. e se avete Photoshop, avete Bridge.. quindi aprite Bridge e cliccate su “Adobe Bridge CS6” – “Preferenze Camera Raw…”

Camera Raw preferences

Nel menu che si aprirà andate in fondo alla voce “Trattamento JPEG e TIFF” e dai menu a tendina selezionate “Apri automaticamente tutti i file JPEG/TIFF supportati”.. questa opzione farà si che d’ora in poi tutte le volte che aprirete un JPEG o un TIFF in Photoshop, questo verrà aperto in Camera Raw come se fosse un files Raw..

Camera Raw preferences

Se non volete che l’impostazione rimanga di default, potete saltare il punto precedente e, da Bridge, cliccare col destro sul file che vi interessa aprire e selezionare “Apri in Camera Raw..”..

Open in Camera Raw

In entrambi i casi avrete il vostro JPEG/TIFF aperto in Camera Raw..

Camera Raw

“Bene, e adesso?” vi starete chiedendo.. beh, la cosa bella è che ora possiamo utilizzare gli strumenti di Camera Raw per editare i nostri files.. e la cosa a mio avviso è molto comoda perché possiamo, ad esempio, regolare il bilanciamento del bianco di un JPEG (cosa altrimenti non proprio banale in Photoshop).. Molto più in generale direi che Camera Raw è molto comodo per le modifiche da fare “al volo” (un pò in stile Lightroom).. 😉

Tutorial fai da te: come pulire il sensore digitale

Tutti coloro che usano corpi digitali sanno che prima o poi il sensore va pulito.. infatti, metti e togli gli obiettivi, è inevitabile che qualche granello di polvere vi si depositi sopra, comparendo inesorabilmente nelle vostre immagini sotto forma di punti neri.. e siccome non vogliamo far andare alle stelle le segnalazione di U.F.O. a Mistero, è bene che provvediamo a pulire il sensore di tanto in tanto..

Farlo pulire a un laboratorio è sicuramente la cosa più facile, ma normalmente vi chiedono dalle 30€ alle 50€ (a seconda dell’onestà del laboratorio.. #thisisitaly n.d.r.).. considerando che un kit di pulizia costa intorno alle 20/25€ e ci si possono fare un paio di pulizie, beh, economicamente direi che è conveniente imparare a pulirselo da soli.. inoltre, contrariamente a quanto si possa pensare, la pulizia del sensore è una cosa semplicissima.. per di più, se fatta con una certa frequenza (ogni 2-3 mesi o al bisogno), anche gli strumenti convenzionali risultano molto efficaci.. mentre lasciamo che il sensore diventi lercio, beh allora un giro in laboratorio è d’obbligo per una pulizia  come si deve.. ma passiamo ai fatti e vediamo insieme cosa serve e come fare..

Per prima cosa vediamo di cosa abbiamo bisogno..

  1. Pompetta stile clistere.. più capiente è, meglio è.. (anche il clistere! 😀 )
  2. Kit di pulizia (lo descriverò in dettaglio alla fine) composto da palettine e liquido di pulizia..
  3. Pazienza
  4. Calma

E’ buona regola preparare tutto a portata di mano prima di mettersi all’opera.. non è bello lasciare il sensore all’aria aperta per troppo tempo.. beninteso, non succede niente al sensore, ma se perdiamo troppo tempo rischiamo che altra polvere si depositi vanificando la pulizia..

Kit pulizia

Preparato tutto, prendiamo il corpo macchina e stacchiamo l’obiettivo.. Continua a leggere..