Il filtro rosso nella fotografia Bianco e Nero

Quella che posto è un’altra immagine di questo weekend. Sempre ripresa sul sentiero per il Monte Corno Stella a Foppolo (Alpi Orobie). Mentre cammino mi guardo sempre attorno e quelle due nuvolette avevano catturato la mia attenzione. Erano in contrasto con il territorio brullo, dovuto all’assenza di vegetazione oltre i 2000m, dando un look decisamente “strano” al paesaggio. Da sole però non riuscivano a spiccare. Ed ecco un piccolo trucchetto che può aiutare in questi casi, ovvero convertire l’immagine in Bianco e Nero simulando l’uso di un filtro rosso (se scattate a pellicola invece esistono proprio i filtri a vite da mettere davanti all’obiettivo). Questa procedura scurisce decisamente i colori complementari al rosso, quindi i ciani, abbassando l’esposizione sul cielo (tralasciando le nuvole) e creando questo look ancora più surreale! Insomma, ecco la foto per capirci! 🙂

Earth or Mars?

Tutorial: Come fotografare la via lattea

Chi segue il mio blog saprà certamente che ultimamente ho speso molto tempo nella fotografia di paesaggio, con particolare attenzione ai paesaggi notturni e alla via lattea.. per come sono fatto io, prima di lanciarmi in qualcosa devo documentarmi per benino a riguardo.. ecco quindi che dalle mie ricerche nascono i contenuti di questo articolo..

Questo tipo di fotografia ha un che di filosofico secondo me, crea un forte legame con le nostre origini ancestrali.. essere al buio, di notte, a scrutare la volta celeste mi fa sempre pensare e viaggiare con la mente.. cosa che, purtroppo, ultimamente facciamo sempre meno per via del nostro stile di vita.. ma senza entrare troppo nel poetico, cerchiamo di rimanere coi piedi per terra e vediamo come poter fotografare la via lattea..

Prima di iniziare, faccio una piccola precisazione, la Via Lattea è la galassia alla quale appartiene il nostro sistema solare.. e non è quindi solo quella striscia biancastra luminosa che osserviamo in cielo e vediamo nelle foto.. quando dico “fotografare la via lattea”, mi sto prendendo la libertà di commettere l’errore di confondere le due cose per semplicità d’esposizione.. la via lattea, come viene normalmente ed erroneamente chiamata, non è nient’altro che la parte più luminosa della galassia.. la sua luminosità è dovuta alla vicinanza al centro galattico, dove si trova un’elevata concentrazione di gas dovuti alla nascita di nuove stelle.. ho parlato di vicinanza perché in realtà il centro galattico non è direttamente osservabile, in quanto coperto da nubi di polvere che non permettono il passaggio delle lunghezze d’onda visibili ad occhio nudo..

Lasciamo da parte ora queste note troppo scientifiche e andiamo verso il pratico, che so che è quello che vi interessa.. 😀

Osservare la Via Lattea

Chiaramente tutte queste considerazioni sono in linea teorica e non tengono conto di fattori come, ad esempio, l’inquinamento luminoso artificiale o della luna..

La via lattea si può trovare identificando il triangolo di stelle:

  • Vega: nella costellazione della Lyra;
  • Deneb: nella costellazione del Cigno;
  • Altair: nella costellazione dell’Aquila;

Nelle nostre zone queste stelle sono osservabili d’estate in direzione SUD poco sopra l’orizzonte.. queste denotano la parte più luminosa della via lattea, che poi si estende per tutta la volta celeste da SUD a NORD.. altra precisazione, in fotografia la via lattea risulta a forma di arco, ma è solo l’effetto dato dalla proiezione della panoramica su un immagine piatta.. nella realtà l’arco è bello dritto sopra la testa..

Milky Way over the Devil's Peak

La via lattea inoltre non è però osservabile durante tutto l’anno.. anzi, il periodo migliore sono i mesi estivi, perché d’inverno il sole è nel sagittario e ne oscura la vista.. in linea generale la regola è questa:

  • Da Aprile a Maggio la via lattea è visibile poco prima dell’alba;
  • Da Giugno ad Agosto è visibile nelle ore centrali della notte;
  • Da Settembre ad Ottobre è visibile nelle ore subito successive al tramonto;

Per avere indicazioni più precise sugli orari di visibilità della via lattea vi consiglio di consultare questo sito: youcanseethemilkyway.com. Mentre per conoscere gli orari di alba, tramonto e fasi lunari, vi consiglio l’applicazione TPE (The photographer’s ephemeris).

Fotografare la via lattea

Capito come vedere la via lattea ora spendiamo due parole su come fotografarla.. Purtroppo in questo genere di fotografia la bravura del fotografo conta fino a un certo punto, perché deve fare i conti con i limiti oggettivi dell’attrezzatura.. Infatti in quasi totale assenza di luce avere un’attrezzatura adeguata diventa condizione necessaria, ma non sufficiente per questo tipo di immagini..

Vediamo cosa è necessario avere:

  • Un corpo macchina con delle ottime prestazioni alle alte sensibilità (diciamo intorno a ISO3200);
  • Un obiettivo grandangolare spinto con apertura massima di almeno ƒ/2.8 e prestazioni adeguate (buona nitidezza a tutta apertura con messa a fuoco a infinito e aberrazione di coma ridotta);
  • Un treppiede stabile;
  • Molta pazienza.

Nel mio caso uso una Nikon D800 con Nikon 14-24mm 2.8 e treppiede Manfrotto 190xprob con testa a tre movimenti 804rc2.

Aspettiamo la luce.. Dai dai dai!!

Per quanto riguarda l’esposizione una buona partenza è ISO3200, ƒ/2.8, 30″. Sicuramente garantisce una buona resa delle zone del cielo, ma bisogna però stare attenti che, con corpi macchina ad elevata risoluzione (>20 MegaPixel), le stelle potrebbero risultare mosse. In realtà la nitidezza delle stelle dipende anche dalla focale dell’obiettivo. Una regola empirica per prevedere il risultato è “la regola del 600”. Ovvero prendiamo 600 e dividiamolo per la focale in mm, otterremo così il massimo tempo, in secondi, utilizzabile (ad esempio a 20mm, 600/20=30s). Nella pratica con D800, non riesco ad andare oltre i 10-15s.. inoltre questa esposizione di partenza non tiene conto di eventuali fonti di luce presenti nella scena, che andranno quindi valutate caso per caso, meglio se con l’istogramma..

Per la composizione bisogna prendere in serie considerazione il dover ricorrere a delle panoramiche spinte a più righe.. questo permetterà di includere nell’immagine sia il primo piano che il firmamento, rendendo ancora più interessante l’immagine finale.. a tal proposito consiglio il software freeware Hugin.. vi riporto l’immagine sotto della quale avevo già discusso riguardo la sua realizzazione..

Camping under the stars [Milky way, second attempt]

Per quanto riguarda lo scatto in se non c’è molto da dire, se non di mettere a fuoco manualmente a infinito e verificare bene che le stelle siano a fuoco con una foto di prova (alcuni obiettivi zoom autofocus focheggiano a infinito prima del fine corsa della ghiera).. va da se che valgono le regole dettate dal buon senso e valide anche in altri ambiti fotografici, tipo l’utilizzo di un cavo di scatto remoto per ridurre le vibrazioni della macchina allo scatto etc..

Se partite da questi consigli dovreste riuscire a ottenere già dei risultati discreti! Se volete condividere la vostra esperienza con me lasciate un commento sotto! 🙂

Rainbow of starsLake and stars

High key in controluce: la soluzione semplice ed efficace

Anche in questo articolo posto una foto di Sara dall’ultima “sessione”.. lo metto tra virgolette, non era assolutamente nulla di organizzato.. solo qualche scatto in amicizia.. eppure é proprio in questi casi che tirar fuori qualcosa di buono diventa difficile.. vuoi per l’inesperienza del soggetto nel posare (non odiarmi Sara 🙂 ), vuoi per la crisi da “foglio bianco” (come nei temi, avere carta bianca ti da sempre qualche problemino nel cominciare), insomma, non è sicuramente la situazione più facile da gestire.. cosa fare quindi? Beh, la cosa migliore è seguire il motto KISS: Keep It Simple and Stupid.. fare cose semplici, agevolare il soggetto e non ricercare cose fuori dalla propria portata.. in questo caso avevo con me solo il corpo macchina e il 50 1.2.. non potevo inventarmi chissà cosa, ma penso di essermi giocato bene le mie armi.. tra queste l’high key, la foto in chiave alta.. il trucco è stato scattare in controluce, esponendo per il viso del soggetto.. questo permette di ottenere una resa volutamente sovraesposta dello sfondo, con un viso correttamente illuminato.. questa tecnica, in questo caso usata in luce ambiente, ha un effetto positivo anche sulla resa del soggetto.. infatti la non esposizione diretta alla luce del sole, permette alla modella di tenere gli occhi bene aperti e senza occhiaie simil post-sbornia (tipiche della posa al sole diretto).. di seguito eccovi il risultato.. 😉

High key!

Come andare in explore su Flickr

Il titolo è abbastanza pretenzioso.. andare in explore non è così semplice e non basterà seguire passo passo i miei consigli.. ci vuole un pò di fortuna e di impegno.. ma prima di vedere come fare, fatemi spendere due parole su cosa sia l’Explore di Flickr..

Ogni giorno su Flickr vengono caricate decine di migliaia di immagini.. un bel traffico insomma.. quindi il Sig. Flickr ha pensato bene, per aiutare la fruizione del sito, di inventarsi un algoritmo che, ogni giorno, ne scegliesse 500 (circa lo 0.005% di quelle caricate!) e le proponesse ai visitatori.. un servizio insomma, non pensato solo per i fotografi, ma soprattutto per i visitatori.. per fare una panoramica delle foto più interessanti della giornata..

[Explored] Love for work
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Street e Reflex? No, grazie.

Sto sputando nel piatto in cui ho mangiato.. Ovvero fare street con la reflex.. L’ho fatto per molto tempo, ma da un pò mi son reso conto, col famoso senno di poi, quanto fossi lontano dalla scena… Quanto le mie foto fossero anonime… Si, perché la Reflex ha tanti pregi, ma non è per nulla discreta.. e nel tempo in cui viviamo, dove la gente si sente privata di qualcosa se gli rubi una foto per strada, non si può più davvero fare a meno di essere discreti.. la discrezione diventa fondamentale per non turbare quelle scene di normalità così genuine, così vere.. Heisenberg e il suo principio di indeterminazione non sono mai stati così azzeccati come per la fotografia street.. Ogni soggetto non può essere osservato senza influenzarne il comportamento.. ed è così! Molta gente, quando si sente osservata, non è più se stessa.. figuratevi con il pensiero di avere un cannone puntato contro..!

Molti aggirano il problema usando focali lunghe.. tutti street photographer, o streetpher (come fa figo definirsi oggi), con il teleobiettivo.. il web è pieno di primi piani di clochard scattati con un 200.. e questa la chiamano street..! No, street non è questo.. STREET è essere dentro la scena.. essere parte di essa e fotografarla senza disturbarla.. questo è street.. catturare l’essenza del soggetto..

In questo oggi fortunatamente siamo agevolati dalle attrezzature disponibili.. Le mirrorless come Fuji X100s, Sony RX1 o Ricoh GR, oggi non hanno nulla da invidiare alle sorellone reflex.. la qualità d’immagine finalmente non è più solo appannaggio dei corpi “specchiati”.. per questo io, oggi per fare street, lascio a casa D800 e mi porto dietro la Ricoh GR.. senza nessun rimpianto, anzi! 😉

Un piccolo esempio per chiudere..

Young worker in Milan

Scatto con Ricoh GR (1/20″, ISO3200, ƒ/2.8).. se pensate che sono 28mm equivalenti, il soggetto era molto vicino.. eppure nessuno si è accorto di me.. la scena è naturale e la focale corta dà il senso di esserci dentro.. con la D800 avrei fatto di meglio? No, con la D800 probabilmente non avrei nemmeno tirato fuori la macchina dalla borsa.. 😉