Digitalizzare negativi e diapositive con la Reflex

A molti fotoamatori, dopo molto scattare in digitale, viene voglia di provare a fare qualche scatto a pellicola.. solo che poi, quando si pensa a tutto quello che serve, ci si demoralizza un pò, fino a lasciar perdere.. specialmente quando ci si rende conto che, per avere scansioni decenti da stampare o da pubblicare sul web, servono costosi scanner dedicati..

Però, c’è un però.. o meglio, un alternativa.. possiamo usare direttamente la nostra reflex, senza spendere molti soldi in attrezzatura che forse useremo solo qualche volta..

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Kodak Tri-x e Rodinal, la formula magica dello sviluppo!

Stamattina, da buon alchimista della fotografia a pellicola mi son lanciato nel mio primo sviluppo di Kodak tri-x 400 e Rodinal (anche noto come “R09 one shot”).. un binomio che mi sento molto di consigliarvi.. davvero fantastico.. prima di passare alle note sullo sviluppo, ecco un esempio di cosa si tiri fuori da questa accoppiata..

Via Garibaldi, Torino

Nikon 28ti, via Garibaldi, Torino.

E ora veniamo alla parte tecnica.. devo prima di tutto ammettere che lo sviluppo non è farina del mio sacco.. infatti difficilmente al primo sviluppo uno può imbroccare un risultato soddisfacente.. la procedura l’ho pescata in rete da un sito che ora purtroppo nemmeno ricordo.. e siccome la rete è come il mare, è giusto non tenere per se quello che si trova, ma ridarlo alla rete.. ergo, eccovi le note di sviluppo! 😉

Pellicola: Tri-x 400 esposta a 400ISO;
Developer: Rodinal (aka “R09 one shot”), 1+50, 13 minuti a 20°;
Agitamento: Rovesciamenti continui per il 1° minuto, 2 rovesciamenti ogni 30″ fino alla fine.

Tutto normale invece per stop, fix e lavaggio..

Sperando di aver fatto una cosa gradita vi auguro un buon weekend! Che, tocchiamoci, forse riusciamo a farlo all’asciutto! 😀

Firenze, la Nikon 28ti e la regola del 3 su 36

Per il ponte del XXV Aprile sono stato in Toscana, e, oltre a girovagare qua e la per il Chianti, mi son dato a un pò di street per Firenze.. con me avevo la mia nuova compagna di viaggio, la piccola Nikon 28ti.. l’ideale per la street: qualità elevatissima, compatta, discreta e silenziosa.. la focale fissa di 28mm ti costringe ad essere nella scena, un metro troppo indietro e le foto vengono troppo “lontane”.. insomma, una macchina in grado di dare molte soddisfazioni, ma difficile da gestire.. proprio quel che cercavo! 🙂

Siccome non ero ancora contento delle difficoltà dello scattare a pellicola e con un’ottica sola, mi sono anche imposto queste regole:

  1. Si poteva scattare un solo rullino da 36 pose;
  2. Non potevo riprendere una scena per più di uno scatto;
  3. Alla fine delle 36 pose ne avrei dovute tenere solo 3;

Quest’ultima regola, del 3 su 36, era molto in voga tra i fotografi a pellicola alle prime armi e serviva a imporsi un limite alle foto da tenere.. oggi invece purtroppo la tendenza è scattare il più possibile e scegliere solo dopo le foto migliori..

Il risultato?? Eccolo..

La storia dietro a una foto

Normalmente direi che una foto è come una barzelletta, se bisogna spiegarla vuol dire che non regge.. ed in effetti nelle foto street o concettuali è così.. una foto deve essere in grado di raccontarsi da sola.. però ci sono casi in cui senza un minimo di spiegazione, non si riesce a cogliere appieno il senso dell’immagine.. questi sono i casi in cui l’osservatore non ha una piena conoscenza di ciò che sta guardando, ma non per un limite suo.. prendiamo questa immagine..

A proud mother

E’ una foto che ho scattato in Toscana a Buonconvento, girovagando di borgo in borgo.. questa vecchina, da sola nello stabile, passava le sue giornate alla finestra, osservando la gente passare.. al mio passaggio ci siamo scambiati un saluto e abbiamo fatto quattro chiacchiere.. quando le ho detto di venire da Milano non ha esitato un attimo a tirar fuori la foto che tiene tra le mani.. è la nazionale di calcio Italiana ’74/75.. mi dici che suo figlio ci aveva giocato.. era un giocatore dell’Inter, che aveva lasciato il suo luogo natale per andare a giocare a Milano.. ora lui, Mauro Bellugi, a pallone non ci gioca più, ma lei continua a mostrarlo con fierezza a chi le da modo di scambiare qualche parola..

Forse la foto di per se può non piacere, ma sicuramente questa è una storia che porterò con me e ricorderò con piacere.. 🙂

Le fasi della crescita fotografica

Gira in rete quest’immagine molto emblematica, che descrive alla perfezione i momenti topici della crescita fotografica di molte persone.

Stages of a photographer

Penso che, per molti versi, anche la mia crescita possa essere ben descritta da queste fasi.. (si, devo ammettere che anche io sono caduto nell’HDR hole).. e di seguito vi metto le  immagini relative alle varie fasi 😀

Fase “AUTO Mode”.. uno dei miei primissimi scatti, in partenza per Roma da Milano.. avevo con me la mia prima macchina: una Nikon D70 con 18-70mm.. senza aver nessuna cognizione di causa su cosa stessi facendo questo è il risultato:

Stazione Centrale

15 Maggio 2009 – Milano, Stazione Centrale

Qua la fase “primo cavalletto” – “HDR hole”.. eh già, ci son passato anche io.. mettiamoci anche la fase megacornicicontantodifirmaelogo.. direi che possiamo sorvolare 😀

Torre castello sforzesco by night

16 Ottobre 2009 – Milano, Castello Sforzesco

Qua la fase “ho trovato una vecchia macchina a pellicola”.. anche se al tempo non ero molto pratico con pellicole&co mi è servito parecchio per cambiare tipo di approccio con la fotografia.. 😉

Portrait - Mura

 20 Ottobre 2009 – Bergamo, Città Alta

Non mi son mai vergognato delle mie vecchie fotografie, anzi, le ho sempre lasciate anche su Flickr.. in fondo senza di loro non avrei mai potuto progredire e realizzare scatti come questo, lo scatto che considero migliore all’interno del mio portfolio.. 😉

So tired

13 Marzo 2012 – Lisbona

E voi? Come siete cresciuti? Vi ritrovate anche voi in questo grafico??