Sviluppo RAW di primavera

Dopo sto periodo di acque torrenziali, è finalmente tornato il sole! E visto che siamo in primavera, ci ha regalato anche un bel cielo blu profondo.. quale miglior modo per rilassarsi dopo un esame in università, se non uscire a fare due foto?? Nessuno! Quindi oggi pomeriggio ho preso la bicicletta e sono andato per campi nel mio paese, Cornaredo.. pedala e pedala.. fino a quando trovo questa scenetta molto bucolica.. gli alberi, il canale, i campi e lui, il cielo! Prendo la macchina e mi porto a casa una bella panoramica.. ecco a voi il risultato!

Deep blue sky

Leica M9, Voigtlander 28mm ƒ2 Ultron

(Qui potete trovare una versione a risoluzione maggiore)

E ora veniamo al tema dell’articolo di oggi.. lo sviluppo RAW.. o meglio, l’importanza di scattare in RAW..

Il RAW è il formato digitale grezzo sfornato direttamente dalla macchina e contiene molte più informazioni rispetto al semplice JPEG che è disponibile di default.. inoltre ci permette di lavorarlo molto di più in post-produzione senza perdere di qualità.. ci consente di settare comodamente dal pc di casa i parametri come WB, contrasto, saturazione, etc prima di convertirlo in JPEG..

Insomma, quello che sto cercando di dirvi è che lo sviluppo RAW è parte integrante del workflow digitale.. equivale allo sviluppo delle pellicole.. non se ne può fare a meno per ottenere risultati al top!

Chiaramente scattare in RAW comporta anche dei contro.. infatti, scattando in questo formato, otteniamo dei files che sono poco saturi e con poco contrasto.. insomma un pò bruttini da usare così come usciti dalla macchina.. e quindi dobbiamo svilupparli uno a uno per poter sfruttare tutte quelle informazioni in più che abbiamo a disposizione.. per farvi un esempio prendo proprio la foto in questione.. qua sotto potete vedere il confronto tra l’originale e la post-prodotta a partire dal RAW.. passate il cursore sopra l’immagine per vedere la differenza..

RAW comparison

Attenzione però.. io non ho usato nessun effetto mirabolante in questa foto.. non ho alterato la realtà.. ho cercato solamente di ripristinare i colori e i contrasti che i miei occhi hanno visto e che non ho ritrovato nel file della macchina..! Altrimenti dovremmo parlare di fotoritocco, ma sarebbero un altro paio di maniche.. ;)

Sviluppare il Bianco e Nero [2.0]

Se dopo aver letto il primo articolo sulle basi dello sviluppo Bianco e Nero vi è venuta la scimmia per la pellicola e ora volete saperne di più, questo è quello che fa per voi..
L’altro articolo era solo una chiacchierata per introdurvi al mondo dello sviluppo.. ma un mondo, appunto, non si può riassumere in un post.. vediamo quindi di aggiungere qualche tassello al puzzle..

Fino ad ora abbiamo sviluppato così:

  • Sviluppo, con compensazione della temperatura sul tempo;
  • Fissaggio;
  • Lavaggio;
  • Asciugatura.

Ok, dimenticatevi buona parte di quello che sapevate e ripartiamo da zero.. Per fare questo devo farvi aggiungere un paio di ingredienti alla ricetta:

  1. Acido acetico o bagno di stop: serve ad arrestare l’azione del rivelatore;
  2. Imbibente: serve a conrtastare il deposito di calcare sulla pellicola.

Questi due liquidi non costano molto. Anzi, sono abbastanza economici.. tuttavia ci richiederanno più spazio in casa..

Work in progress

Vi risparmio l’elenco di ciò che serve.. ormai dovreste saperlo… passiamo piuttosto a come organizzare dunque il nostro workflow!

  1. Mettiamo la pellicola nella tank.. Se vogliamo fare un piccolo upgrade in questo passaggio, vi consiglio dei guanti di cotone;
  2. Prepariamo il liquido di sviluppo alla diluizione consigliata, questa volta però i 20°C sono tassativi!
    Attenzione però… Se lo sviluppo ha una durata inferiore ai 5 minuti, porttate il liquido a 19-19.5°C (se è più caldo mettetelo in freezer per qualche istante e se è più freddo tenete il becker tra le mani in modo da scaldarlo) così da compensare al riscaldamento dovuto al contatto con la tank non termostatata..
    Se invece lo sviluppo è superiore ai 5 minuti (e magari è estate e ci sono 30°C in casa!) è bene prepararsi un bagno maria di ghiaccio nel quale mettere la tank se la temperatura tende ad alzarsi.. Senza farne una mania, però in questo caso è bene mettere la punta del termometro dentro la tank e controllare la temperatura ogni minuto..
  3. Una volta versato il liquido di sviluppo, atteniamoci alle indicazione della casa produttrice circa l’agitazione.. in genere è 5 rovesciamenti per 5″ ogni 30″, oppure 10 rovesciamenti per 10″ ogni minuto.. quello che è importante è che ogni agitazione voi sbattiate la tank sul tavolo per fare in modo che non si depositino bolle d’aria sul fondo..
  4. Trascorso il tempo di sviluppo, vuotiamo la tank e versiamo velocemente il bagno di stop (o acido acetico) diluito secondo indicazioni.. stiamo attenti alla temperatura che non sueri di troppo quella dello sviluppo per non causare shock termici alla pellicola.. controlliamo quindi che sia compresa tra ±3°C rispetto allo sviluppo.. facciamo una decina di rovesciamenti e vuotiamo la tank..
  5. Versiamo subito il fissaggio e ancora una volta eseguiamo l’agitazione come per lo sviluppo..
  6. Trascorso il tempo del fissaggio (in genere dai 3 ai 6 minuti) vuotiamo la tank e apriamola.. mettiamola sotto l’acqua corrente fredda e lasciamocela per una quindicina di minuti..
  7. Trascorso questo tempo prepariamo l’imbibente alla diluizione consigliata.. rimettiamo il tappo alla tank e eseguiamo un ultimo lavaggio agitando la tank chiusa..
  8. Finito il passaggio nell’imbibente, vuotiamo la tank e risciacquiamo la spirale sotto l’acqua corrente per eliminare la schiuma formatasi nell’agitazione..
  9. Apriamo la spirale e appendiamo la pellicola con le mollette ad asciugare.. finito!

Come potete vedere non abbiamo fatto nulla di strano o di difficile.. è solo richiesto l’uso di un paio di attenzioni e di liquidi in più! Vedrete che con questo metodo riusciremo a ottenere risutati di qualità ottima!

Analog rulezz

[Explored and FP] It was the light

Urban wind

Come fare a capire se i liquidi sono ancora buoni?

Girovagando in rete qua e là, mi sono imbattuto in un sito segnalatomi dal buon ZoSo74, sul quale vengono riportati questi “sgami della nonna” per capire se i liquidi siano ancora buoni o meno.

Innanzitutto, perchè è importante controllare il buono stato dei liquidi?

Semplicemente perchè è inutile stare a ricercare la sequenza ottimale in fase di sviluppo, misurando le varie temperature dei liquidi al centimillesimo di grado e contando i secondi in stile cronometristi F1, se a monte di tutto abbiamo dei liquidi che non lavorano nel modo in cui ci aspettiamo.

Un altro buon motivo per cui è importante sapere se i liquidi sono ancora buoni è puramente economico. Quante volte buttiamo un liquido solo per la paura che sia andato a male, quando in realtà non lo è? Questo si traduce in un “danno” economico che, io per primo, mi risparmierei volentieri… ;)

Veniamo quindi al dunque e vediamo come eseguire due test semplici semplici sui liquidi.. Continua a leggere…

La stampa Bianco e Nero in camera oscura

Dopo la prima puntata su come sviluppare i rullini, ora vediamo come stampare su carta i negativi. Ancora una volta il mio intento non è quello di fare un tutorial dettagliato, ma piuttosto illustrare quali siano i passaggi chiave e incuriosirvi su questa affascinante pratica. Per chi si appassionerà, esistono in commercio dei libri pieni di nozioni sulla stampa in Bianco e Nero.

Eccomi all'opera in una sessione di camera oscura, foto di Francesco Seminara

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